mercredi 31 décembre 2014

Storia - Governare l'Italia dopo la 2a Guerra Mondiale - Terminali Europei - La parte di corso seguente (e forse utile anche per i soggetti - en polycopié lundi !)


B. Dc contro Pci, un’Italia divisata

> Soggetti 4 e 5 Propaganda – n°4 Lottare contro le sinistre, screditare il comunismo – n°5 La ricerca dell’unità delle sinistre
Dal 1948 alla fine della Guerra Fredda, gli italiani devono scegliere fra l’atlantismo della Dc e la via italiana al socialismo, proposta da Togliatti a partire del 1943. I due lati politici utilizzano un discorso di pace, ma sviluppano nella loro contrapposizione una forte propaganda.

1. La propaganda di destra

Il discorso della destra fa riferimento alla tradizione e alla religione, e sviluppa una propaganda anticomunista ricca. Il suo simbolo è lo scudo decorato della croce cristiana (scudo crociato, vecchio simbolo del Partito Popolare di Don Sturzo). Nella sua opposizione alle sinistre, la Dc orienta il suo discorso sui temi della presenza di Dio (Nel segreto della cabina, Dio ti vede, Stalin, no), la difesa della famiglia (I comunisti mangiano i bambini, Difendetemi). La sorveglianza dell’orientamento del voto della donna (Tu voti per la prima volta, e anche la tua femminilità è affidata al tuo voto) rivela la capacità del partito d’investire le evoluzioni della società.

2. I discorsi di sinistra

I riferenti della sinistra si pongono nella storia del paese: il viso di Garibaldi, il Quarto Stato. Per il Pci, la falce e il martello sono un obbligo facendo il legame con Mosca. Nonostante la ricerca di un camino italiano verso il socialismo, la referenza a Stalin è durevole. I manifesti socialisti devono mostrare la differenza con il comunismo: non si oppongono all’aiuto americano del Piano Marshall e riconoscono il loro legame con i comunisti.

C. Gli anni di piombo

Il blocco della democrazia italiana, tranne le alleanze politiche di centro-sinitra (DC e socialisti), genera lo sviluppo di tensioni, prima tutto da gruppi della destra estrema, poi della sinistra dura. 

> Doc. 21 – La strategia della tensione 

21. La strategia della tensione

Definizione - Strategia eversiva basata principalmente su una serie preordinata e ben congegnata di atti terroristici, volti a creare in Italia uno stato di tensione e una paura diffusa nella popolazione, tali da far giustificare o addirittura auspicare svolte di tipo autoritario. L’espressione fu coniata dal settimanale inglese The Observer, nel dicembre 1969, all’indomani della strage di piazza Fontana, generalmente considerata l’avvio della strategia della tensione […]. La bomba di piazza Fontana costituì la risposta di parte delle forze più reazionarie della società italiana, di gruppi neofascisti, ma probabilmente anche di settori deviati degli apparati di sicurezza dello Stato, non privi di complicità e legami internazionali, alla forte ondata di lotte sociali del 1968-69 e all’avanzata anche elettorale del Partito comunista italiano. L’arma stragista fu usata ancora nel 1970 (strage di Gioia Tauro), nel 1973 (strage della questura di Milano), nel 1974, all’indomani della vittoria progressista nel referendum sul divorzio (strage dell’Italicus, strage di piazza della Loggia), e ancora nel 1980 (strage di Bologna), ma non fu l’unica espressione della s. della t., la quale passò anche attraverso l’organizzazione di strutture segrete, in alcuni casi paramilitari e comunque eversive (Rosa dei Venti, Nuclei di difesa dello Stato, loggia P2 ecc.), i collegamenti internazionali (le strutture Gladio o Stay-behind), la progettazione e la minaccia di colpi di Stato (il piano Solo del 1964, il tentato golpe Borghese del 1970), e infine la sistematica infiltrazione nei movimenti di massa e nelle organizzazioni extraparlamentari, comprese quelle di sinistra, al fine di innalzare il livello dello scontro.



Lo sviluppo delle stragi risponde alla forza della sinistra nelle lotte sociale (1968 e 69) e allo sviluppo della sinistra estrema che si radicalizza. Con la crisi economica degli anni ’70 la disoccupazione viene rafforzare le tensioni. Il compromesso storico diviene un obbligo per salvare la democrazia. Per uno dei capi storici della DC, Aldo Moro, era una necessità. La sua cattura e la sua morte, dalle Brigate Rosse, ne impediscono la realizzazione. 

> Doc. 22 – Le Brigate Rosse 

22. Le Brigate Rosse (BR)

Organizzazione terroristica eversiva di estrema sinistra attiva in Italia dai primi anni 1970. Il periodo di massima risonanza si colloca tra il 1974 e il 1980, quando l’organizzazione, articolata in ‘cellule’ e ‘colonne’ regionali coordinate da una Direzione strategica, lanciò il cosiddetto ‘attacco al cuore dello Stato’, con l’uccisione, il ferimento o il rapimento (in quest’ultimo caso anche per finanziare l’attività terroristica) di politici, magistrati, forze dell’ordine, giornalisti, industriali, dirigenti di fabbrica, sindacalisti. L’azione più clamorosa fu il rapimento e l’assassinio del leader democristiano A. Moro (1978). Da allora iniziò il processo di declino delle BR, a causa della efficace reazione dello Stato, delle divisioni interne all’organizzazione, del fenomeno del pentitismo, del clima di generale riflusso del radicalismo politico. Alla fine degli anni 1980 le BR erano in sostanza estinte, anche se la sigla terroristica tentò una ripresa negli anni successivi (1999 e 2002, omicidi di M. D’Antona, e di M. Biagi) e alcuni arresti siano stati ancora eseguiti nel 2007 di presunti militanti delle Nuove BR, una sigla, peraltro, generica con cui si tende a denominare organizzazioni eversive nate dopo la divisione interna e lo sradicamento delle BR.



mardi 30 décembre 2014

Storia - I soggetti per Lunedi - Soggetti n°4 e 5

I due soggetti (4 e 5) sono anche in .pdf QUI

Storia - I soggetti per Lunedi - Soggetto n°5 – LA RICERCA DELL’UNITÀ DELLE SINISTRE


Soggetto n°5 – La ricerca dell’unità delle sinistre
Propaganda della sinistra nel 1948

Consiglio : analizzate bene il soggetto, non dimenticate il contesto globale (periodo, opposizioni politiche al livello italiano come internazionale)

18. Partito Comunista Italiano – “Per la pace d’Italia, votate Fronte democratico Popolare”! (1948)
19. Garibaldi (1807-1882), figura chiave della sinistra nel dopoguerra
Garibaldi fu il condottiero che guidò vittoriosamente eserciti popolari sia in Europa che in Sudamerica nell’alveo delle rivoluzioni borghesi nazionali. La sua azione, cioè, era rivolta al superamento (…) del potere delle aristocrazie che (…) impedivano lo sviluppo delle forza produttive del quale la emergente borghesia capitalistica si faceva portatrice: di qui l’anticlericalismo e la scelta repubblicana (…), opzioni che in un’Italia come quella del dopoguerra seguito al crollo del Fascismo, nella quale non si era compiuta pienamente la trasformazione sociale che doveva traghettare il paese dal medioevo monarchico e retrogrado alla modernità, apparivano ancora rivoluzionarie.


20. Manifesto del Fronte democratico Popolare (1948)


Storia - I soggetti per Lunedi - Soggetto n°4 – LOTTARE CONTRO LE SINISTRE, SCREDITARE IL COMUNISMO


Soggetto n°4 – Lottare contro le sinistre, screditare il comunismo
Propaganda democristiana del 1948

Consiglio : analizzate bene il soggetto, non dimenticate il contesto globale (periodo, opposizioni politiche al livello italiano come internazionale)
 
16. Nel segreto della cabina Dio ti vede, Stalin no !  (1948)

 
 Vignetta estratta del giornale il Candido, settimanale umoristico fondato nel 1945 a Milano da G. Mosca e G. Guareschi. Giornale anticomunista, principalmente sulla politica italiana degli anni del dopoguerra, e in particolar sui comunisti italiani. Nel 1948 fece campagna con lo slogan : “Nel segreto della cabina elettorale, Dio ti vede, Stalin, no!”, favorevole alla DC e contro il Fronte Democratico Popolare.

17. Attenzione! Dietro il Fronte Democratico Popolare c’è il bolscevismo! Manifesto a cura della Democrazia Cristiana (nella stella, il viso di Garibaldi)