10. Conversazione in Sicilia,
Elio Vittorini
Vocabolario :
Chinare (pencher)
; Squillante (voix aigue - couleur vive) ; Quieto/a (calme) ;
Lo Zolfo (le souffre); Astratto (abstrait)
1. Da "Questo
Novecento", di Vittorio Foa :
La figura stessa di Vittorini era anomala : era un
irregolare. Però io ho letto "Conversazione in Sicilia" in carcere,
quando usciva a puntate sulla rivista "Letteratura", prima che
uscisse in libro nelle piccole Edizioni di Letteratura (col titolo mascherato
di "Nome e lacrime"). Ne rimasi sconvolto ; ero in carcere, dentro un
mondo che sembrava tutto chiuso nel fascismo, nel nazismo, in cui c'era solo
una speranza di risposta, diciamo pure anche la speranza nella guerra ; e
questo romanzo che lessi durante la guerra, in carcere, in una condizione di
stretta clausura, mi apparve come una specie di straordinario messaggio : il
mondo cambiava.
2. Brano del libro :
Il romanzo appare a puntate su «Letteratura» tra
il '38 e il '39, e poi nel '41 uscirà in volume : prima presso l'editore
Parenti col titolo Nome e lagrime, e poco dopo col titolo definitivo
Conversazione in Sicilia presso la casa editrice Bompiani.
Capitolo I
Io ero,
quell'inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi
son messo a raccontare. Ma bisogna dica ch'erano astratti, non eroici, non vivi
; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto. Da molto tempo questo,
ed ero col capo chino. Vedevo manifesti di giornali squillanti e chinavo il
capo ; vedevo amici, per un'ora, due ore, e stavo con loro senza dire una
parola, chinavo il capo ; e avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma
neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo. Pioveva
intanto e passavano i giorni, i mesi, e io avevo le scarpe rotte, l'acqua che
mi entrava nelle scarpe, e non vi era più altro che questo : pioggia, massacri
sui manifesti dei giornali, e acqua nelle mie scarpe rotte, muti amici, la vita
in me come un sordo sogno, e non speranza, quiete. Questo era il terribile : la
quiete nella non speranza. Credere il genere umano perduto e non aver frebbe di
fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui. Ero
agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di
nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse ; raggiungerla o no, o
sfogliare un dizionario era per me lo stesso ; e uscire a vedere gli amici, gli
altri, o restare in casa era per me lo stesso. Ero quieto ; ero come se non
avessi mai avuto un giorno di vita, né mai saputo cosa significa esser felici,
come se non avessi nulla da dire, da affermare, negare, nulla di mio da mettere
in gioco, e nulla da ascoltare, da dare e nessuna disposizione a ricevere, e
come se mai in tutti i miei anni di esistenza avessi mangiato pane, bevuto
vino, o bevuto caffé, mai stato a letto con una ragazza, mai avuto dei figli,
mai preso a pugni qualcuno, o non credessi tutto questo possibile, come se mai
avessi avuto un'infanzia in Sicilia tra i fichidindia e lo zolfo, nelle
montagne ; ma mi agitavo entro di me per astratti furori, e pensavo il genere
umano perduto, chinavo il capo, e pioveva, non dicevo una parola agli amici, e
l'acqua mi entrava nelle scarpe.
11. Dalla
società delle Nazioni all’ONU
(1919-1946).
Organizzazione sovranazionale costituita nel 1919 per il mantenimento della
pace e della sicurezza, la soluzione delle controversie internazionali, la
cooperazione tra gli stati membri. Ideata da T.W. Wilson, fu il primo organismo
internazionale a perseguire tali scopi nel clima pacifista seguito alla guerra
mondiale. Ebbe sede a Ginevra e ricevette l'adesione di cinquantotto stati
(1934). Era dotata di un'assemblea, di un consiglio e di un segretariato e
doveva costituire lo strumento principale di prevenzione di nuovi conflitti
internazionali. Fu inoltre incaricata dell'amministrazione di alcuni territori
sottratti agli stati sconfitti nella Prima guerra mondiale. Creò organismi di
informazione e regolazione di gravi questioni dell'umanità (il Bureau
International du Travail tra gli altri). I suoi fini di stabilizzazione
internazionale e di pace fallirono in più occasioni: il conflitto
cino-giapponese (1931), l'impresa etiopica italiana (1935), l'aggressione
nazista alla Cecoslovacchia (1938) e l'espansione tedesca all'origine della
Seconda guerra mondiale (1938-1939). Impotente di fronte alle tensioni
internazionali, anche per la mancata adesione degli Stati Uniti e quella
tardiva o solo temporanea di Germania, Giappone e Unione sovietica, venne
sciolta nel 1946 e il suo posto venne preso dall'Onu.
12 – Gli Stati della SDN
12 – La conferenza di San Remo
La
Conferenza di San Remo decise il 24 Aprile 1920 di assegnare il Mandato [per la
Palestina] per conto della Lega delle Nazioni alla Gran Bretagna. I termini del
Mandato furono discussi anche cogli Stati Uniti che non erano membri della
Lega. Un testo convenuto fu confermato dal Consiglio della Lega delle Nazioni
il 24 Luglio 1922 e divenne operativo nel Settembre 1923.
Il Consiglio della Lega
di Nazioni:
Poiché le principali
Potenze Alleate si sono accordate, al fine di dare effetto alle disposizioni
dell'Articolo 22 del Patto della Lega delle Nazioni, per affidare a un
Mandatario, scelto dalle dette Potenze, l'amministrazione del territorio della
Palestina che precedentemente appartenne all'Impero turco entro i confini che potranno
essere da loro determinati; e
Poiché le principali
Potenze Alleate si sono anche accordate che il Mandatario debba essere
responsabile per dare effetto alla dichiarazione originalmente fatta il 2
Novembre 1917 dal Governo di Sua Maestà Britannica e adottata dalle dette
potenze, in favore della costituzione in Palestina di una nazione per il popolo
ebreo, essendo chiaramente inteso che nulla dovrebbe essere fatto a pregiudizio
dei diritti civili e religiosi delle comunità non-ebree esistenti in Palestina
o dei diritti e status politico goduto dagli ebrei in qualsiasi altro paese
(…).