lundi 20 mai 2013

Storia – Media e opinione pubblica – documenti


Doc. 1 – Mani Pulite (1992-1994) – l’operazione egli attori
L'espressione Mani pulite designa una stagione degli anni novanta caratterizzata da una serie di indagini giudiziarie condotte a livello nazionale nei confronti di esponenti della politica, dell'economia e delle istituzioni italiane. Le indagini portarono alla luce un sistema di corruzione, concussione (1) e finanziamento illecito ai partiti ai livelli più alti del mondo politico e finanziario italiano detto Tangentopoli. Furono coinvolti ministri, deputati, senatori, imprenditori, perfino ex presidenti del Consiglio.

1- La concussione (dal latino concussio,-onis, derivato da (…) estorcere) è il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione. È un reato proprio in quanto può essere commesso solo dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di pubblico servizio. La condotta incriminata consiste nel farsi dare o nel farsi promettere, per sé o per altri, denaro o un altro vantaggio anche non patrimoniale abusando della propria posizione.

Le inchieste furono inizialmente condotte da un pool della Procura della Repubblica di Milano (formato dai magistrati Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Gherardo Colombo, Tiziana Parenti, Ilda Boccassini e guidato dal procuratore capo Francesco Saverio Borrelli e dal suo vice Gerardo D'Ambrosio) e allargate a tutto il territorio nazionale, diedero vita ad una grande indignazione dell'opinione pubblica e di fatto rivoluzionarono la scena politica italiana. Partiti storici come la Democrazia Cristiana (2), il Partito Socialista Italiano (3), il PSDI (4), il PLI (5) sparirono o furono fortemente ridimensionati, tanto da far parlare di un passaggio ad una Seconda Repubblica.

2- La Democrazia Cristiana (abbreviata in DC e soprannominata Balena bianca), è stato un partito politico italiano di ispirazione democratico-cristiana e moderata, fondato nel 1942 ed attivo sino al 1994. Il Partito ha avuto un ruolo importante nella rinascita democratica italiana e nel processo di integrazione europea. Esponenti democristiani hanno fatto parte di tutti i governi italiani dal 1944 al 1994, esprimendo la maggior parte delle volte il Presidente del Consiglio dei Ministri. La DC è sempre stata il primo partito alle consultazioni politiche nazionali a cui ha partecipato, con la sola eccezione delle elezioni europee del 1984.

3- Il Partito Socialista Italiano (PSI) è stato un partito politico italiano di sinistra [Nato nel 1892]e infine sempre più avvicinatosi alle evoluzioni della socialdemocrazia europea degli anni '60 (…), contribuendo con il Centro-sinistra organico (alleanza così chiamata perché basata su un accordo tra il centro rappresentato dalla DC e la sinistra rappresentata dal PSI) ai governi di buona parte della cosiddetta prima repubblica.
Durante il regime fascista e, in particolare, dopo la messa al bando di tutti i partiti ad eccezione del Partito Nazionale Fascista, il PSI continuò la sua attività nella clandestinità, mentre la direzione del partito tentava d'informarsi sulla vita politica del Paese e d'influire sulla stessa dall'esilio francese.
Dal 2009, dopo la Costituente Socialista promossa dai Socialisti Democratici Italiani nel 2007 insieme ad altre forze politiche a vario titolo collegate con la storia del socialismo italiano ed europeo, il nuovo partito che ne è scaturito (inizialmente chiamato Partito Socialista) ha ripreso l'originaria denominazione di Partito Socialista Italiano, accordata insieme al simbolo dall'ultimo liquidatore del PSI.

4- Il Partito Socialista Democratico Italiano (abbreviato in PSDI) è un partito politico italiano socialdemocratico di centro-sinistra. Fu fondato l'11 gennaio 1947 con la denominazione, in rievocazione dell'antecedente esperienza prefascista, di Partito Socialista dei Lavoratori Italiani, in seguito alla Scissione di Palazzo Barberini della corrente di Giuseppe Saragat in uscita dal Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria. Entrato in una lunga fase di agonia dopo lo scoppio dello scandalo di Tangentopoli fra il 1992 e il 1994, scomparve nel 1998 per aderire ai Socialisti Democratici Italiani. Nel 2004 viene rifondato, in continuità giuridica con l'esperienza precedente, senza tuttavia riottenere una significativa consistenza politica.

5- Il Partito Liberale Italiano (abbreviato PLI) fu un partito politico italiano fondato sull'impostazione liberale, liberista e laica dello Stato, che si ispirava e intendeva essere la continuazione della tradizione liberale moderata del Risorgimento ed erede dell'Unione Liberale, che aveva avuto in Camillo Benso di Cavour il massimo rappresentante. Fondato a Bologna l'8 ottobre 1922 da Emilio Borzino, cercando di unire le frammentate forze liberali e liberal-democratici in funzione anti-socialista, assunse un atteggiamento favorevole alla collaborazione con il governo fascista fino al delitto Matteotti nel 1924. Preso e distanze dal fascismo nel seguito (al II Congresso di Livorno), fu temporaneamente sciolto nel 1925 e ricostituito nell'estate del 1943, per iniziativa di Benedetto Croce e Luigi Einaudi. Una componente più giovanile e riformatore intorno a Nicolò Carandini e Leone Cattani si organizzò nello stesso periodo nel Movimento Liberale Italiano, nucleo del nuovo PLI di Roma. Si è dissolto definitivamente nel 1994, dando vita a numerose formazioni ed alla diaspora liberale nel panorama politico italiano.

Doc. 2 – Una caricatura italiana dell’ottocento
L’Arlecchino è uno dei più importanti giornali satirici dell’ottocento italiano, che vide due elezioni (“Arlecchino, giornale comico politico di tutti i colori”, Napoli, dal 18 marzo del 1848 alla fine della metà del 1849; una seconda edizione “Arlecchino, il giornale-caos di tutti i colori”, fu iniziata il 4 novembre del 1860).

Doc. 3 – L’Avanti, il giornale della sinistra socialista
Alla metà degli anni novanta dell'Ottocento, il Partito socialista italiano contava numerosi giornali - circa quaranta - tra settimanali, quindicinali e mensili pubblicati in varie parti d'Italia (…). Nel congresso socialista di Firenze del luglio 1896 erano emersi programmi di sviluppo editoriale e la decisione di fondare un giornale a carattere nazionale. È da tenere presente il fatto che nelle elezioni politiche tenutesi in quell'anno, il Partito socialista aveva quasi quadruplicato i suoi consensi rispetto al 1892 e mandato in parlamento 16 deputati. Venne lanciata una sottoscrizione a livello nazionale tra i militanti grazie alla quale si ottennero 3000 abbonamenti: uno dei primi abbonati fu il filosofo liberale Benedetto Croce. Il 25 dicembre 1896 a Roma uscì il primo numero del giornale (…).
La testata riprendeva quella dell'omologo giornale della socialdemocrazia tedesca, Vorwärts, altri giornali che portavano lo stesso titolo erano stati fondati precedentemente (…). Nel 1911 la sede del giornale venne trasferita a Milano. L'Avanti! sostenne una forte campagna per la neutralità assoluta da tenere nei confronti degli opposti schieramenti della prima guerra mondiale. Dopo aver sostenuto questa posizione, il quotidiano si pronunciò a favore dell'intervento sotto la spinta del suo direttore Benito Mussolini. Per questo Mussolini chiese alla direzione nazionale del partito di approvare la sua linea altrimenti avrebbe presentato le proprie dimissioni: si dimise dall'incarico il giorno seguente e fu poi espulso dal PSI (…).
Il 15 aprile 1919, a Milano, nazionalisti, fascisti, allievi ufficiali e arditi furono protagonisti di un assalto squadristico, durante il quale incendiarono e devastarono la sede del quotidiano. Nella notte tra il 23 e il 24 marzo 1921 la sede milanese di via San Gregorio fu bersagliata dalle bombe di una squadra fascista, quale immediata rappresaglia alla strage del Diana, avvenuta poche ore prima per mano di anarchici. Il governo Mussolini sospese la pubblicazione nel 1926, ma l'Avanti! continuò ad essere pubblicato in esilio, con cadenza settimanale, a Parigi e a Zurigo.
Il quotidiano ricomparve in Italia nel 1943, ma nel secondo dopoguerra ridusse la tiratura e non tornò ad essere il quotidiano influente che era tra le due guerre. L'Avanti! riacquistò però una certa notorietà, soprattutto tra gli addetti ai lavori, negli anni ottanta, grazie ai corsivi del segretario del partito Bettino Craxi[1] (…).
Nel 1992 inizia la crisi che porterà il partito al tracollo[2]. Nell'agosto dello stesso anno, il quotidiano praticamente diretto e condizionato da Bettino Craxi sferra alcuni attacchi all'operato dei magistrati di Mani pulite mettendo a repentaglio la neutralità del partito. Il direttore Roberto Villetti si dimette nell'ottobre 1992 per protesta contro l'uso personale del giornale che ormai era diventato, più che un quotidiano di partito, un giornale politicamente influenzato dal suo editore, ossia il segretario politico del Psi (…). Il 1993 si dimostrerà catastrofico. Già dal marzo 1993, non verranno più pagati gli stipendi ai dipendenti. La tiratura, che negli anni d'oro ammontava a più di 200.000 copie, scende a poche migliaia di copie. Lo spreco[3] degli anni ottanta, e l'abnorme[4] modernizzazione voluta fortemente da Craxi, porta al quotidiano un accumulo di debiti per circa 30-40 miliardi di lire. Nel marzo 1993 vengono sospesi gli stipendi per mancanza di fondi. Ottaviano Del Turco, nuovo segretario del PSI dal febbraio 1993, invano cerca di mediare una soluzione e fare in modo che non venga chiuso il giornale. Nell'ottobre 1993, vengono pignorate scrivanie e macchine da scrivere per far fronte a un pagamento di 105 milioni. Il quotidiano, ormai in crisi perenne e fortemente legato a un Partito socialista quasi sinonimo di corruzione e malgoverno, chiude alla fine del 1993: dopo 9 mesi di lavoro senza retribuzione, i giornalisti non giudicarono più credibili le rassicurazioni dei vertici del giornale e del partito e cessarono di presentarsi in redazione. La casa editrice, la Nuova Editrice Avanti!, viene messa in liquidazione nel gennaio del 1994 dall'editore (…). Gli stipendi dei dipendenti non saranno mai pagati, lasciando molte famiglie in difficoltà.
Il 4 novembre 2011 il liquidatore del Partito Socialista Italiano ha ceduto la testata "Avanti!" al ricostituito Psi di Riccardo Nencini, che già aveva ottenuto la titolarità di nome e simbolo del vecchio partito.

Fonte - http://it.wikipedia.org/wiki/Avanti!


[1] Bettino Craxi era un socialista italiano.
[2] Tracollo : effondrement.
[3] Lo specro : le gaspillage.
[4] L’abnorme : l’anormale

Doc. 4 – Cronologia dei fatti
4.1 - Il giorno dell'arresto di Mario Chiesa
Il direttore del Pio Albergo Trivulzio viene preso "con le mani nella marmellata". Aveva appena ricevuto nel suo studio alla Baggina una tangente di 7 milioni di lire dall'imprenditore Luca Magni. I carabinieri erano dietro la porta e subito dopo lo arrestarono. Pochi giorni dopo, intervistato dal Tg3, Craxi[1] lo definì "un mariuolo[2]".
4.2 - Mercoledì 13 maggio 1992: L'avviso di garanzia per Severino Citaristi, tesoriere Dc.
Mani Pulite colpisce la Democrazia Cristiana.
4.3 - Venerdì 3 luglio 1992: Il discorso di Craxi alla Camera
Il leader del Psi interviene nel dibattito alla camera sulla fiducia al governo Amato: "Se il finanziamento ai partiti è un reato[3], allora tutti i partiti sono colpevoli".
4.4 - Martedì 15 dicembre 1992: Avviso di garanzia per Craxi.
All'hotel Raphael di Roma Bettino Craxi, segretario del Psi ed ex presidente del Consiglio, riceve dai giudici di Milano un avviso di garanzia con l'accusa di concorso in corruzione, ricettazione e violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti: bustarelle[4] - calcola la procura - per 36 miliardi di lire.
4.5 - Domenica 7 febbraio 1993: Si costituisce Larini
Il latitante[5] d'oro di Tangentopoli, titolare del "conto Protezione" appartenente al Psi sul quale la magistratura svizzera aveva accolto il 22 gennaio la richiesta di rogatoria dei giudici milanesi.
4.6 - Lunedì 19 febbraio 1993: Si dimettono i ministri De Lorenzo (Pli) e Goria (Dc)
4.7 - Lunedì 5 aprile 1993: Avvisi di garanzia per Forlani e Andreotti
I big della Dc Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani sono raggiunti da avvisi di garanzia per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti.
4.8 - Venerdì 30 aprile 1993: La contestazione dell'hotel Raphael
A 24 ore dal no della Camera all'autorizzazione a procedere contro Bettino Craxi, l'ex segretario del Psi è fatto bersaglio[6] di una pioggia di monetine lanciate dai manifestanti all'uscita dall'hotel Raphael.
4.9 - Lunedì 28 marzo 1994: Vincono Lega e Forza Italia.
Risultati elettorali alle politiche, premiato il polo delle libertà. Berlusconi premier e la sua discesa in campo nel '94
4.10 - Mercoledì 13 luglio 1994: Varato il decreto Biondi
Il governo Berlusconi, appena insediato, emana un decreto del ministro della giustizia Alfredo Biondi che favorisce gli arresti domiciliari nella fase cautelare[7] per la maggior parte dei crimini di corruzione. I critici lo dichiarano "decreto salva ladri".
4.11 - Martedì 22 novembre 1994: Invito a comparire per Berlusconi
Il Corriere della Sera rivela che Silvio Berlusconi, a Napoli per presiedere il vertice internazionale del G7 sulla criminalità organizzata, ha ricevuto dalla procura di Milano un invito a comparire: l'ipotesi di reato è concorso in corruzione per le mazzette[8] alla Guardia di Finanza pagate da Mondadori.
4.12 - Martedì 6 dicembre 1994: Antonio Di Pietro lascia la magistratura
Finita la requisitoria al processo Enimont, Antonio Di Pietro annuncia con una lettera al procuratore capo Francesco Saverio Borrelli, l'addio alla magistratura.
Per ne sapere del più – Fonte - http://www.corriere.it/cronache/speciali/2012/mani-pulite/


[1] Bettino Craxi : uomo politico socialista italiano, presidente del consiglio (4 agosto 1983 – 17 aprile 1987) in due governi successivi. Coinvolto in seguito nelle inchieste di Tangentopoli, subì due condanne definitive per corruzione e finanziamento illecito al Partito Socialista Italiano, e morì mentre erano in corso altri quattro processi contro di lui.
[2] Mariuolo : un voleur.
[3] Un reato : un crime.
[4] Le bustarelle : les pots de vin.
[5] Il latitante d’oro : la fuite de l’or.
[6] È fatto bersaglio : est pris pour cible.
[7] La fase cautelare : la phase préalable, ici au procès.
[8] Le mazette : les pots de vin.

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