mercredi 27 mars 2013

Siena, il "buon governo"

Influenza del buon governo sulla città
Influenza del buon governo sulla campagna
Allegorie del buon governo
Allegorie del cattivo governo

Influenza del cattivo governo sulla città

dimanche 24 mars 2013

L'éta coloniale - la colonizzazione


11. Dossier colonizzazione
11. 1 – Gli scopi della colonizzazione francese nell’ottocento (quaderno d’allievo, prima il 1900 – Progresso, civiltà e commercio).

11.2 – Conferenza di Berlino (1884-85)
Voluta da Bismarck, la conferenza del 1884-85 segnò una svolta nella storia dell'Africa occidentale decretandone la sistematica spartizione coloniale. L'atto finale della conferenza fissò i titoli e le modalità per le acquisizioni territoriali da parte dell'Inghilterra e della Francia (già fortemente presenti nella regione insieme a Spagna e Portogallo) nonché di Germania e Belgio. Il re del Belgio, Leopoldo II, ottenne la sovranità personale sul nuovo “Stato libero” del Congo.
Fonte - http://www.sapere.it/enciclopedia/Berlino,+confer%C3%A8nze+di-.html
11. 3 – La colonizzazione dell’Africa nel 1914 
11. 4 – Un mondo colonizzato negli anni 1920
11. 5 – Ballila di fronte alla carta dell’Abissinia (1936)
11. 6 – Fascismo in Etiopia nel 1935
11. 7 – Conquistare l’Etiopia: bombardiere Savoia-Marchetti sopra Addis Abeba
 
 
Domande
1.     Doc. 1 – Qual è il pubblico di questa immagina, e perché ? Identificare i personaggi e loro gruppi. Qual è il loro senso?
2.     Doc. 1 – Quali sono le caratteristiche del personaggio centrale? Presentare i suoi elementi simbolici e il loro senso.
3.     Doc. 1 – Qual è il messaggio che la Francia trasmette qui?
4.     Doc. 2, 3 e 4 – Analizzare la situazione all’inizio del novecento (1914/1920). Quegli sono i paesi europei chi hanno potuto costruire degli imperi coloniali e perché? Quali sono i paesi mancanti?
5.     Doc. 5, 6 e 7, cronologia – Presentare la situazione italiana : costruire un paragrafo spiegando gli elementi del ritardo dell’Italia nel fenomeno coloniale dell’ottocento e le modalità della ripresa nel novecento.
  
 

L’ETÀ INDUSTRIALE E LA SUA CIVILTÀ – DOCUMENTI (suite)

9. Alfred Stieglitz (1864-1946), The Steerage (1907), Alvin Langdon Coburn (1882-1966), Ritratto di Ezra Pound (1917)
10. Alexandre Rodtchenko (1891-1956), Uscita di soccorso (1925), El Lissitsky (1890-1941), Sbattere gli albumi con il cuneo rosso (litografia, 1920)
11. Gino Severini (1883-1966), Treno blindato (1915)

La prima Guerra Mondiale e le sue ripercussioni sul margine occidentale dell'area alpina slovena



1. La guerra di posizione: un esempio di fronte nel 1915 (regione di Ypres, Francia)
2. Antologia: Un anno sull’altipiano
La guerra come questione d’abitudine e di mentalità: come automatismo privo di pensiero e volontà. Così ce la racconta Emilio Lussu, nel suo “Un anno sull’altipiano”, storia di trincea ambientata all’epoca della Grande Guerra.
Io facevo la guerra fin dall’inizio. Far la guerra, per anni, significa acquistare abitudini e mentalità di guerra. Questa caccia grossa fra uomini non era molto dissimile dall’altra caccia grossa (quella agli animali). Io non vedevo un uomo. Vedevo solamente il nemico. Dopo tante attese, tante pattuglie, tanto sonno perduto, egli passava al varco[1]. La caccia era ben riuscita. Macchinalmente, senza pensiero, senza una volontà precisa, ma così, solo per istinto, afferrai[2] il fucile del caporale. Egli me lo abbandonò ed io me ne impadronii. Se fossimo stati per terra, come altre notti, stesi dietro il cespuglio[3], è probabile che avrei tirato immediatamente, senza perdere un secondo di tempo. Ma ero in ginocchio, nel fosso scavato, ed il cespuglio mi stava di fronte come una difesa di tiro a segno. Ero come in un poligono[4] e mi potevo prendere tutte le comodità per puntare. Poggiai bene i gomiti a terra e cominciai a puntare.
L’ufficiale austriaco accese una sigaretta. Ora egli fumava. Quella sigaretta creò un rapporto improvviso fra lui e me. Appena ne vidi il fumo, anch’io sentii il bisogno di fumare. Questo mio desiderio mi fece pensare che anch’io avevo delle sigarette. Fu un attimo. Il mio atto del puntare, ch’era automatico, divenne ragionato. Dovetti pensare che puntavo, e che puntavo contro qualcuno. L’indice che toccava il grilletto allentò la pressione. Pensavo. Ero obbligato a pensare (…).
Avevo di fronte un ufficiale, giovane, inconscio del pericolo che gli sovrastava. Non lo potevo sbagliare. Avrei potuto sparare mille colpi a quella distanza, senza sbagliarne uno. Bastava che premessi il grilletto: egli sarebbe stramazzato al suolo. Questa certezza che la sua vita dipendesse dalla mia volontà, mi rese esitante. Avevo di fronte un uomo. Un uomo!
Un uomo! Ne distinguevo gli occhi e i tratti del viso. La luce dell’alba si faceva più chiara e il sole si annunziava dietro la cima dei monti. Tirare così, a pochi passi, su un uomo… come su un cinghiale! Cominciai a pensare che, forse, non avrei tirato. Pensavo. Condurre all’assalto cento uomini, o mille, contro cento altri o altri mille è una cosa. Prendere un uomo, staccarlo dal resto degli uomini e poi dire: “Ecco, sta’ fermo, io ti sparo, io t’uccido” è un’altra. È assolutamente un’altra cosa.
Lussu Emilio, Un anno sull’altipiano, Torino, Einaudi, (Parigi, 1938  per la 1° ed.)


3. Trincee sul Podgora
Podgora è il toponimo sloveno della località Piedimonte del Calvario, ora nel comune di Gorizia Bologna, Museo civico del Risorgimento. La più importante “Battaglia di Podgora” ha avuto luogo il 19 luglio 1915.


4. Trincee di montagna
Fucilieri italiani lasciando le loro trincee per attacare gli austro-ungarici. Mark Thompson, The White War: Vita e morte sul fronte italiano 1915-1919. 


[1] Passare al varco – aller à la porte, disparaître.
[2] Afferare – attraper, saisir.
[3] Il cespuglio – le buisson.
[4] Essere nel poligono = essere dentro un campo per l’esercitazioni di armi da Fuoco.

samedi 16 mars 2013

LE NOUVEL UNIVERS NE DE LA REVOLUTION FRANÇAISE.

I. Un ancien régime contesté 

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Alexandre Debelle (1805-1897), L’Assemblée des trois ordres du Dauphiné reçus au château de Vizille par Claude Perier, le 21 juillet 1788 (Musée de Vizille).

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III. 9 Thermidor An II (1793)


Pierre Raymond Jacques Monvoisin, Le 9 Termidor An II, peinture de 1837, Musée de Vizille.

mercredi 13 mars 2013

Promotion de l'ESABAC

Le rectorat de Grenoble a investit dans une jolie plaquette explicative à laquelle nous ne trouverons qu'un défaut de taille : elle nie le maintient pourtant voulu par l'équipe du Lycée de l'enseignement de l'option italien européen...
Document de promotion - Rectorat de Grenoble

Il giornale di soggiorno a Viterbo dei 2de13

Ecco lo qui : http://madmagz.com/fr/magazine/205909.

samedi 9 mars 2013

L’ETÀ INDUSTRIALE E LA SUA CIVILTÀ – DOCUMENTI (suite)

6. Villaggio operaio e industria : l’esempio di Le Creusot (Loire) (pittura, 1847)

7. Sciopero, Le Creusot (Loire) (fotografia, Route de Conches, Giugno 1899)
 

« En 1899, les usines Schneider du Creusot, spécialisées dans la production d’acier Bessemer, constituent la première concentration industrielle du pays. Le paternalisme à l’œuvre vaut à la ville-usine de s’être imposée comme un espace de paix sociale que rien n’est venu troubler depuis 1871. Trois grèves se succèdent pourtant de mai 1899 à juillet 1900, sous l’effet conjoint d’une accélération des cadences et de l’accession d’Eugène II Schneider à la direction de l’entreprise. Dans un contexte politique rendu favorable par les visées sociales de Waldeck-Rousseau[1], les ouvriers revendiquent de pouvoir se syndiquer. Ils cessent le travail en mai et constituent leur syndicat. Le 2 juin, Eugène Schneider paraît céder à leurs revendications. Le travail reprend. Comme les promesses ayant conduit à la reprise n’ont pas été tenues, la grève reprend le 20 septembre pour “ la reconnaissance du syndicat, la liberté de conscience et la suppression de la police occulte ”. Une sentence arbitrale signée le 7 octobre 1899 donne gain de cause aux grévistes qui défilent victorieusement dans les rues du Creusot ».
Fonte - http://www.histoire-image.org/site/etude_comp/etude_comp_detail.php?i=397&oe_zoom=644&id_sel=644 


[1] Pierre Marie René Ernest Waldeck-Rousseau (1846-1904) si trova alla testa del governo francese nel 1899. È all’origine delle leggi sui sindacati del 1884 (21 marzo 1884, diritto di creazione delle associazioni di difesa operaria), e sul diritto d’associazione del 1901.  

8. La tentazione della bicicletta (Edmond de Amicis, Milano, 1906)