Prendre conscience de l’identité européenne, (…) c’est (…) prendre conscience de la chance, que nous devons défendre et mériter, de vivre en hommes libres, c’est aussi retrouver le sens des valeurs culturelles qui fondent l’humanisme européen. Simone VEIL
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vendredi 7 juin 2013
Auto-promozione
Come lo detto agli alunni della 1ère ESABAC, ecco il mio intervento del sabato 15 giugno :
jeudi 6 juin 2013
LA PRIMA METÀ DEL XX SECOLO: GUERRE, DEMOCRAZIE, TOTALITARISMI (FINO AL 1945) - DOCUMENTI (suite et fin)
13 – Una “Guerra Totale” (Roosvelt)
Nel 1942
il presidente americano Roosvelt aveva detto ai suoi concittadini : “questa
guerra à di un nuovo tipo. Essa differisce da tutte le guerre del passato, non
solo per le armi e i metodi, ma anche per la geografia. È una guerra che abbraccia
tutti i continenti, tutte le isole, tutti i mari, tutte le rotte aeree, nel
mondo intero”.
14 – L’Europa nel 1942
15 – Cronologia della seconda Guerra Mondiale
25 Ottobre – 1˚ Novembre 1936 - Il 25 Ottobre, la Germania Nazista e l’Italia Fascista
firmano un trattato di cooperazione; il primo Novembre, viene annunciata la
creazione dell’Asse Roma-Berlino.
25 Novembre 1936 - La Germania Nazista e l’Impero Giapponese firmano il
Patto Anti-Comintern, diretto contro l’Unione Sovietica e il movimento
dell’Internazionale Comunista.
7 Luglio 1937 - Il Giappone invade la Cina, dando inizio alla Seconda
Guerra Mondiale nel Pacifico.
11-13 Marzo 1938 - La Germania annette l’Austria (Anschluss).
29 Settembre 1938 - Germania, Italia, Gran Bretagna e Francia firmano il
Trattato di Monaco, che obbliga la Cecoslovacchia a cedere alla Germania
Nazista i Sudeti, incluse le sue principali posizioni militari difensive.
7-15 Aprile 1939 - L’Italia Fascista invade e annette l’Albania.
23 Agosto 1939 - La Germania Nazista e l’Unione Sovietica firmano un patto
di non aggressione e una clausola segreta che divide l’Europa orientale in due
zone di influenza.
1˚ Settembre 1939 - La Germania invade la Polonia, dando inizio alla Seconda
Guerra Mondiale in Europa.
3 Settembre 1939 - Gran Bretagna e Francia dichiarano guerra alla Germania.
17 Settembre 1939 - L’Unione Sovietica invade la zona orientale della
Polonia.
27-29 Settembre 1939 - Varsavia si arrende il 27 settembre. La Germania e
l’Unione Sovietica si spartiscono la Polonia.
10 Maggio 1940 – 22 Giugno 1940 - La Germania attacca l’Europa Occidentale – la Francia e i
Paesi Bassi, che erano rimasti neutrali. Il Lussemburgo viene occupato il 10
maggio; l’Olanda si arrende il 14 maggio; il Belgio si arrende il 28 maggio. Il
22 giugno, la Francia firma l’armistizio con il quale la Germania occupa la
parte settentrionale del paese e l’intera linea costiera Atlantica. Nella
Francia meridionale viene istituito lo stato
collaborazionista di Vichy dal nome della sua capitale.
10 Giugno 1940 - L’Italia entra in guerra e il 21 giugno invade la Francia
meridionale.
10 Luglio 1940 – 31 Ottobre 1940 - La campagna dell’aria, nota come Battaglia d’Inghilterra,
termina con la sconfitta della Germania Nazista.
Ottobre 1940 - Il 28 ottobre, l’Italia invade la Grecia, passando dall’Albania.
6 Aprile 1941 – Giugno 1941 - Germania, Italia, Ungheria e Bulgaria invadono e
smembrano la Yugoslavia, che si arrende il 17 aprile. La Germania e la Bulgaria
invadono la Grecia, in appoggio alle truppe italiane. La resistenza della
Grecia termina all’inizio del giugno1941.
22 Giugno 1941 – Novembre 1941 - La Germania Nazista e gli alleati dell’Asse (ad eccezione
della Bulgaria) invadono l’Unione Sovietica.
7 Dicembre 1941 - Il Giappone bombarda Pearl Harbor.
8 Dicembre 1941 - Gli Stati Uniti dichiarano guerra al Giappone, entrando
ufficialmente in guerra.
28 Giugno 1942 – Settembre 1942 - La Germania e i paesi dell’Asse lanciano una nuova
offensiva in Unione Sovietica. A metà Settembre riescono a penetrare a
Stalingrado.
Agosto – Novembre 1942 - A Guadalcanal le truppe statunitensi fermano l’avanzata
del Giappone verso l’Australia.
23-24 Ottobre 1942 - Le truppe inglesi sconfiggono i Tedeschi e gli Italiani
ad El Alamein, in Egitto.
8 Novembre 1942 - Truppe inglesi e statunitensi sbarcano in diversi punti
lungo le spiagge dell’Algeria e del Marocco, nell’Africa Settentrionale
Francese. Le truppe francesi di Vichy falliscono nel tentativo di fermare
l’invasione, permettendo agli Alleati di raggiungere rapidamente il confine
occidentale con la Tunisia; in risposta a tale fallimento, i Tedeschi occupano
anche la Francia meridionale, l’11 novembre.
23 Novembre 1942 – 2 Febbraio 1943 - Resa dei tedeschi a Stalingrado tra il 30 gennaio e il
2 febbraio 1943.
10 Luglio1943 - Truppe inglesi e statunitensi sbarcano in Sicilia. A metà
agosto, l’isola è sotto il controllo alleato.
25 Luglio 1943 - Il Gran Consiglio del Fascismo destituisce Benito
Mussolini, incaricando il Maresciallo Pietro Badoglio di formare un nuovo
governo.
8 Settembre 1943 - Il governo Badoglio si arrende incondizionatamente agli
Alleati (Armistizio di Cassibile). I Tedeschi assumono il controllo di Roma e
dell’Italia settentrionale e istituiscono uno
stato fantoccio Fascista guidato da Mussolini, il quale era stato
liberato il 12 settembre da un commando tedesco.
9 Settembre 1943 - Le truppe alleate sbarcano sulle spiagge di Salerno, nei
pressi di Napoli.
22 Gennaio 1944 - Le truppe alleate sbarcano nei pressi di Anzio, poco a
sud di Roma.
4 Giugno 1944 - Le truppe alleate liberano Roma.
6 Giugno 1944 - Le truppe americane e britanniche sbarcano sulle spiagge
della Normandia, aprendo un “Secondo Fronte” contro la Germania.
1˚ Agosto 1944 – 5 Ottobre 1944 - L’Esercito Nazionale Polacco, che costituiva la
resistenza armata non comunista in Polonia, dà il via a un’insurrezione che
avrebbe dovuto liberare Varsavia prima dell’arrivo delle truppe sovietiche.
L’avanzata sovietica si ferma sulla riva orientale della Vistola. Il 5 ottobre
i Tedeschi accettano la resa dei superstiti dell’Esercito Nazionale Polacco,
che ancora combattevano dentro Varsavia.
15 Agosto 1944 - Le forze alleate sbarcano vicino a Nizza, e avanzano
verso nordest e verso il Reno.
20-25 Agosto 1944 - Gli Alleati raggiungono Parigi. Il 25 agosto, forze della
Francia Libera, sostenute da truppe alleate, entrano nella capitale francese.
Alla fine di settembre, gli Alleati raggiungono il confine con la Germania;
alla fine di dicembre, praticamente tutta la Francia, insieme a buona parte del
Belgio e parte dell’Olanda meridionale sono liberate dal dominio tedesco.
16 Aprile 1945 - I Sovietici lanciano l’offensiva finale e circondano Berlino.
7 Maggio 1945 - La Germania si arrende alle forze alleate occidentali.
9 Maggio 1945 - La Germania si arrende ai Sovietici.
6 Agosto 1945 - Gli Stati Uniti sganciano la prima bomba atomica su
Hiroshima.
8 Agosto 1944 - L’Unione Sovietica dichiara guerra al Giappone.
9 Agosto 1945 - Gli Stati Uniti sganciano una seconda bomba atomica su
Nagasaki.
2 Settembre 1945 - Avendo già annunciato, sebbene non firmato, la resa
incondizionata il 14 Agosto, il Giappone si arrende, ponendo così fine alla Seconda
Guerra Mondiale.
16 – Nagasaki prima e dopo la bomba (agosto 1945)
17 – La soluzione finale (Mappa dei campi in rete)
Già annunciata dalle
persecuzioni degli anni Trenta, nel periodo della guerra fu attuata quella che
i nazisti avevano chiamato la “soluzione finale del problema ebraico”:la
sterminio organizzato di tutti gli Ebrei.
Da tutti i paesi
occupati gli Ebrei venivano deportati nei campi di concentramento e lì lasciati
morire di fame e stenti, o utilizzati per crudeli esperimenti “scientifici”,
oppure uccisi in camere a gas.
Nei campi di Auschwitz,
Buchenwald, Treblinka, Mauthausen ed altri sono morti circa sei milioni di
Ebrei, insieme a Zingari e a prigionieri di ogni nazione. Col loro disprezzo
per le razze inferiori, i nazisti hanno costruito il più complesso ed
efficiente sistema di sterminio della storia. Per indicare questa volontà di
cancellare l’esistenza di un popolo si usa il termine di genocidio.
In molti campi di
concentramento, uomini e donne dei paesi occupati erano usati come schiavi per
sostenere la produzione industriale tedesca.
18 – L’appello del 18 giugno 1940
“Questa guerra è una
guerra mondiale. Tutti gli errori, tutti i ritardi, tutte le sofferenze non
impediscono che vi siano nel mondo tutti i mezzi necessari per schiacciare un
giorno i nostri nemici […]. Invito gli ufficiali e i soldati francesi (…) a
mettersi in contatto con me. Qualunque cosa avvenga, la fiamma della resistenza
francese non deve spegnersi e non si spegnerà”.
Radio Londra, 18 giugno 1940
19 – L’Italia divisa 1943-45 (mappa)
20 – La Repubblica Sociale Italiana
(9 settembre 1943 - 25 aprile 1945). Organismo statale costituito
dopo l'armistizio di Cassibile nell'Italia settentrionale occupata dai
tedeschi. Detta anche Repubblica di Salò (sede del suo governo) e capeggiata da
Mussolini, riprese le istanze "sociali" del primo fascismo ma di
fatto fu uno stato fantoccio usato dai tedeschi come strumento di repressione
antipartigiana.
21 – L’Europa del 15 maggio 1945
dimanche 2 juin 2013
LA PRIMA METÀ DEL XX SECOLO: GUERRE, DEMOCRAZIE, TOTALITARISMI (FINO AL 1945) - DOCUMENTI (suite)
I bombardamenti durante la guerra coloniale
La battaglia di Amba Aradam (10-19 febbraio 1936)
L'uso dei gas dall'aviazione italiana (sul modello dei Francesi nella Guerra del Rif, Marocco, 1921-26)
I campi di concentramento (sul modello britannico della Guerra Boere nel Sudafrica, 1899-1902)
La battaglia di Amba Aradam (10-19 febbraio 1936)
L'uso dei gas dall'aviazione italiana (sul modello dei Francesi nella Guerra del Rif, Marocco, 1921-26)
Disegno di Enrico de Seta
Campo di Danane, Somalia (attivo fra il 1935 e il 1941; 6500 prigionieri, 3175 morti).
jeudi 30 mai 2013
LA PRIMA METÀ DEL XX SECOLO: GUERRE, DEMOCRAZIE, TOTALITARISMI (FINO AL 1945) - DOCUMENTI (suite)
10. Conversazione in Sicilia,
Elio Vittorini
Vocabolario :
Chinare (pencher)
; Squillante (voix aigue - couleur vive) ; Quieto/a (calme) ;
Lo Zolfo (le souffre); Astratto (abstrait)
1. Da "Questo
Novecento", di Vittorio Foa :
La figura stessa di Vittorini era anomala : era un
irregolare. Però io ho letto "Conversazione in Sicilia" in carcere,
quando usciva a puntate sulla rivista "Letteratura", prima che
uscisse in libro nelle piccole Edizioni di Letteratura (col titolo mascherato
di "Nome e lacrime"). Ne rimasi sconvolto ; ero in carcere, dentro un
mondo che sembrava tutto chiuso nel fascismo, nel nazismo, in cui c'era solo
una speranza di risposta, diciamo pure anche la speranza nella guerra ; e
questo romanzo che lessi durante la guerra, in carcere, in una condizione di
stretta clausura, mi apparve come una specie di straordinario messaggio : il
mondo cambiava.
2. Brano del libro :
Il romanzo appare a puntate su «Letteratura» tra
il '38 e il '39, e poi nel '41 uscirà in volume : prima presso l'editore
Parenti col titolo Nome e lagrime, e poco dopo col titolo definitivo
Conversazione in Sicilia presso la casa editrice Bompiani.
Capitolo I
Io ero,
quell'inverno, in preda ad astratti furori. Non dirò quali, non di questo mi
son messo a raccontare. Ma bisogna dica ch'erano astratti, non eroici, non vivi
; furori, in qualche modo, per il genere umano perduto. Da molto tempo questo,
ed ero col capo chino. Vedevo manifesti di giornali squillanti e chinavo il
capo ; vedevo amici, per un'ora, due ore, e stavo con loro senza dire una
parola, chinavo il capo ; e avevo una ragazza o moglie che mi aspettava ma
neanche con lei dicevo una parola, anche con lei chinavo il capo. Pioveva
intanto e passavano i giorni, i mesi, e io avevo le scarpe rotte, l'acqua che
mi entrava nelle scarpe, e non vi era più altro che questo : pioggia, massacri
sui manifesti dei giornali, e acqua nelle mie scarpe rotte, muti amici, la vita
in me come un sordo sogno, e non speranza, quiete. Questo era il terribile : la
quiete nella non speranza. Credere il genere umano perduto e non aver frebbe di
fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio, con lui. Ero
agitato da astratti furori, non nel sangue, ed ero quieto, non avevo voglia di
nulla. Non mi importava che la mia ragazza mi aspettasse ; raggiungerla o no, o
sfogliare un dizionario era per me lo stesso ; e uscire a vedere gli amici, gli
altri, o restare in casa era per me lo stesso. Ero quieto ; ero come se non
avessi mai avuto un giorno di vita, né mai saputo cosa significa esser felici,
come se non avessi nulla da dire, da affermare, negare, nulla di mio da mettere
in gioco, e nulla da ascoltare, da dare e nessuna disposizione a ricevere, e
come se mai in tutti i miei anni di esistenza avessi mangiato pane, bevuto
vino, o bevuto caffé, mai stato a letto con una ragazza, mai avuto dei figli,
mai preso a pugni qualcuno, o non credessi tutto questo possibile, come se mai
avessi avuto un'infanzia in Sicilia tra i fichidindia e lo zolfo, nelle
montagne ; ma mi agitavo entro di me per astratti furori, e pensavo il genere
umano perduto, chinavo il capo, e pioveva, non dicevo una parola agli amici, e
l'acqua mi entrava nelle scarpe.
11. Dalla
società delle Nazioni all’ONU
(1919-1946).
Organizzazione sovranazionale costituita nel 1919 per il mantenimento della
pace e della sicurezza, la soluzione delle controversie internazionali, la
cooperazione tra gli stati membri. Ideata da T.W. Wilson, fu il primo organismo
internazionale a perseguire tali scopi nel clima pacifista seguito alla guerra
mondiale. Ebbe sede a Ginevra e ricevette l'adesione di cinquantotto stati
(1934). Era dotata di un'assemblea, di un consiglio e di un segretariato e
doveva costituire lo strumento principale di prevenzione di nuovi conflitti
internazionali. Fu inoltre incaricata dell'amministrazione di alcuni territori
sottratti agli stati sconfitti nella Prima guerra mondiale. Creò organismi di
informazione e regolazione di gravi questioni dell'umanità (il Bureau
International du Travail tra gli altri). I suoi fini di stabilizzazione
internazionale e di pace fallirono in più occasioni: il conflitto
cino-giapponese (1931), l'impresa etiopica italiana (1935), l'aggressione
nazista alla Cecoslovacchia (1938) e l'espansione tedesca all'origine della
Seconda guerra mondiale (1938-1939). Impotente di fronte alle tensioni
internazionali, anche per la mancata adesione degli Stati Uniti e quella
tardiva o solo temporanea di Germania, Giappone e Unione sovietica, venne
sciolta nel 1946 e il suo posto venne preso dall'Onu.
12 – Gli Stati della SDN
12 – La conferenza di San Remo
La
Conferenza di San Remo decise il 24 Aprile 1920 di assegnare il Mandato [per la
Palestina] per conto della Lega delle Nazioni alla Gran Bretagna. I termini del
Mandato furono discussi anche cogli Stati Uniti che non erano membri della
Lega. Un testo convenuto fu confermato dal Consiglio della Lega delle Nazioni
il 24 Luglio 1922 e divenne operativo nel Settembre 1923.
Il Consiglio della Lega
di Nazioni:
Poiché le principali
Potenze Alleate si sono accordate, al fine di dare effetto alle disposizioni
dell'Articolo 22 del Patto della Lega delle Nazioni, per affidare a un
Mandatario, scelto dalle dette Potenze, l'amministrazione del territorio della
Palestina che precedentemente appartenne all'Impero turco entro i confini che potranno
essere da loro determinati; e
Poiché le principali
Potenze Alleate si sono anche accordate che il Mandatario debba essere
responsabile per dare effetto alla dichiarazione originalmente fatta il 2
Novembre 1917 dal Governo di Sua Maestà Britannica e adottata dalle dette
potenze, in favore della costituzione in Palestina di una nazione per il popolo
ebreo, essendo chiaramente inteso che nulla dovrebbe essere fatto a pregiudizio
dei diritti civili e religiosi delle comunità non-ebree esistenti in Palestina
o dei diritti e status politico goduto dagli ebrei in qualsiasi altro paese
(…).
dimanche 26 mai 2013
samedi 25 mai 2013
dimanche 19 mai 2013
jeudi 16 mai 2013
LA PRIMA METÀ DEL XX SECOLO: GUERRE, DEMOCRAZIE, TOTALITARISMI (FINO AL 1945) - DOCUMENTI (2)
7.3 Una scelta difficile
1)
I neutralisti
formavano la maggioranza, volevano che il paese restasse neutrale : sono
-
i socialisti,
perché la guerra era quella dei capitalisti e il proletariato non doveva
partecipare;
-
la maggioranza dei
cattolici e della Chiesa, secondo Benedetto XV la guerra era “un’orrenda
carneficina che disonora l’Europa”;
-
dei parlamentari
liberali guidati da Giolitti, ex-presidente del Consiglio, pensando che questa
neutralità poteva essere ricompensata da l’Austria in territori. Nella realtà
Vienna pensava a compensare le rivendicazioni irredente con possessioni nel
Medio Oriente (per Bendetto Croce, una « astuzia troppo grossolana da
dovervi cader dentro, se proprio la necessità non vi ci avesse spinto»).
2)
Gli interventisti
erano una minoranza per l’entrata in guerra:
-
i nazionalisti (tra
cui il scrittore Gabriele d’Annunzio, e l’ex-socialista Benito Mussolini) per
il quali si doveva in priorità liberare Trento e Trieste;
-
l’esercito e la
corte del re cercando il prestigio;
-
i gruppi
industriali, vedendo la guerra come un importante mercato;
-
una minoranza di
democratici e sociali considerando che l’Italia doveva fare la scelta delle
nazioni democratiche (Francia, Inghilterra) contro quelle autoritari (Austria,
Germania).
8. Antonio Gramsci e la nascita del Partito Comunista Italiano
Come classe,
gli operai italiani che occuparono le fabbriche si dimostrarono all'altezza dei
loro compiti e delle loro funzioni. Tutti i problemi che le necessità del
movimento posero loro da risolvere furono brillantemente risolti. Non poterono
risolvere i problemi dei rifornimenti e delle comunicazioni perché non furono
occupate le ferrovie e la flotta. Non poterono risolvere i problemi finanziari
perché non furono occupati gli istituti di credito e le aziende commerciali.
Non poterono risolvere i grandi problemi nazionali e internazionali, perché non
conquistarono il potere di Stato. Questi problemi avrebbero dovuto essere
affrontati dal Partito socialista e dai sindacati che invece capitolarono
vergognosamente, pretestando l'immaturità delle masse; in realtà i dirigenti
erano immaturi e incapaci, non la classe. Perciò avvenne la rottura di Livorno[1]
e si creò un nuovo partito, il Partito comunista.
Antonio Gramsci, Antonio
Gramsci, Ancora delle capacità organiche
della classe operaia (articolo non firmato) in "l'Unità", 1 ott.
1926; in Id., La costruzione del Partito
comunista, 1923-1926, Einaudi, Torino 1971, pp. 347-8.
9. Verso l’Italia
Fascista
9.1 Fondazione dei Fasci italiani di Combattimento
La Prima
Guerra Mondiale ha prodotto effetti destabilizzanti non solo sul piano
geopolitico, con ad esempio la fine dell’Impero Asburgico, la Rivoluzione Russa
e la pace punitiva imposta alla Germania, ma profondi cambiamenti sociali.
Nell’Italia
del dopoguerra, economicamente provata, si assiste ad una intensificazione
delle tensioni sociali, come dimostra lo sviluppo dei sindacati e la nascita di
importanti partiti di massa come il Partito Popolare di Don Luigi Sturzo, e il Partito
Comunista Italiano fondato da Antonio
Gramsci e Amadeo Bordiga.
Nel 1919 nasce un altro movimento, destinato a segnare indelebilmente la storia italiana, il Fascismo guidato dall’ex socialista Benito Mussolini. Inizialmente tale movimento prende il nome di Fasci Italiani di combattimento e ha carattere elitario, non di massa. Alla sua fondazione, il 23 marzo 1919 a Milano in Piazza San Sepolcro, sono presenti principalmente nazionalisti, reduci della Grande Guerra, ex sindacalisti rivoluzionari, repubblicani, dannunziani e alcuni futuristi marinettiani.
Nel 1919 nasce un altro movimento, destinato a segnare indelebilmente la storia italiana, il Fascismo guidato dall’ex socialista Benito Mussolini. Inizialmente tale movimento prende il nome di Fasci Italiani di combattimento e ha carattere elitario, non di massa. Alla sua fondazione, il 23 marzo 1919 a Milano in Piazza San Sepolcro, sono presenti principalmente nazionalisti, reduci della Grande Guerra, ex sindacalisti rivoluzionari, repubblicani, dannunziani e alcuni futuristi marinettiani.
Nel 1920 ha
inizio in Italia il Biennio Rosso (1919-1920),
periodo caldo delle lotte operaie caratterizzato dall’occupazione delle
fabbriche - che arriva dopo mesi di scioperi dovuti al caro vita e alle
difficili condizioni lavorative, effetto della riconversione della produzione bellica
a produzione di pace-, che è affiancata dalle istanze dei contadini che
reclamano la terra.
[1] Rottura
di Livorno : al congresso XVII Congresso del Partito Socialista
Italiano di Livorno (15-21 gennaio 1921) si registrò la scissione della frazione comunista, dando vita
al Partito Comunista d’Italia.
9.2 La Paura del Comunismo durante il Biennio rosso (1919-1920)
Settembre 1920: a Milano
operai armati occupano le fabbriche / Intervento dei Fasci di combattimento:
devastazione di una sede sindacale della Confederazione Generale del Lavoro a
Roma, con falò dei documenti sulla strada.
9.3 La Marcia su Roma, manifestazione armata del Partito
Nazionale Fascista (PNF)
Il 28 ottobre 1922, 20 000 camicie nere si portano alla
capitale per mostrare lo sviluppo del PNF.
9.4 Mussolini presidente del Consiglio
29 ottobre 1922 – Il re
chiama Mussolini al posto di Presidente del Consiglio ;
25 novembre 1922 –
Mussolini ottiene i pieni poteri ;
6 aprile 1924 – Vittoria del PNF alle elezioni (372 deputati fascisti, 144
per l’opposizione).
9.5 Il delitto Matteotti (10 giugno 1924)
Mussolini, seduto sul cofanetto del deputato Matteotti,
assassinato a squadristi
- Calunniatore! Dare dell’assassino a me!
L’opposizione
politica si rifiuta allora di sedersi al parlamento : è la Secessione dell’Aventino (27 giugno 1924 – 3 gennaio 1925)
9.6 L’Italia
nella dittatura fascista – Discorso di Mussolini alla Camera, 3 gennaio 1925
(…) L'articolo 47 dello Statuto dice: « La
Camera dei deputati ha il diritto di accusare i ministri del re e di tradurli
dinanzi all'Alta corte di giustizia ». Domando formalmente se in questa Camera,
o fuori di questa Camera, c'è qualcuno che si voglia valere dell'articolo 47. [Vivissimi prolungati applausi. Moltissimi deputati sorgono in piedi. Grida
di "Viva Mussolini!". Applausi anche dalle tribune]
(…) Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di
questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io
solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto.
Se le frasi più o meno storpiate bastano per
impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda!
Se il fascismo non è stato che olio di ricino
e manganello, e non invece una passione superba della migliore gioventù
italiana, a me la colpa!
Se il fascismo è stato un'associazione a
delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere!
Se tutte le violenze sono state il risultato
di un determinato clima storico, politico e morale, ebbene a me la
responsabilità di questo, perché questo clima storico, politico e morale io
l'ho creato con una propaganda che va dall'intervento ad oggi.
(…) Il Governo è abbastanza forte per stroncare in pieno
definitivamente la sedizione dell'Aventino. [Vivissimi prolungati applausi]
L'Italia, o signori, vuole la pace, vuole la
tranquillità, vuole la calma laboriosa. Noi, questa tranquillità, questa calma
laboriosa gliela daremo con l'amore, se è possibile, e con la forza, se sarà
necessario. [Vive approvazioni]
Voi state certi che nelle quarantott'ore
successive a questo mio discorso, la situazione sarà chiarita su tutta l'area. [Vivissimi prolungati applausi]
Tutti sappiano che ciò che ho in animo non è
capriccio di persona, non è libidine di Governo, non è passione ignobile, ma è
soltanto amore sconfinato e possente per la patria. [Vivissimi prolungati e reiterati applausi. Grida ripetute di "Viva
Mussolini!" Gli onorevoli ministri e moltissimi deputati si congratulano
con l'onorevole presidente del consiglio. La seduta è sospesa].
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