2de – Capitolo 3) L’origine
del Rinascimento, documento introduttivo
Boccaccio (1313-1375) è uno scrittore e poeta
italiano nato a Firenze. È stato uno fra i maggiori narratori del XIV secolo,
con il suo Decameron. È considerato
il maggiore narratore europeo e ha avuto un ruolo egemone nel panorama
dell’epoca.
> F. Petrarca, lettera
a Boccaccio (1364)
Fonte – F. Petrarca, Rerum Senilium Libri. Liber XIV,
Epistola 1.
http://www.jameslindlibrary.org/illustrating/records/rerum-senilium-libri-liber-xiv-epistola-1-letter-to-boccaccio/key_passages
Croce (Bendetto; 1866-1952)
2de – Capitolo 4) La
Rivoluzione, doc. II.2
Filosofo, storico e politico italiano. Di famiglia
agiata, studiò prima a Napoli poi, dopo il terremoto di Casamicciola in cui
perse i genitori (1883), trascorse alcuni anni presso lo zio Silvio Spaventa a
Roma dove seguì i corsi di Antonio Labriola. A Napoli riprese autonomamente la
via della riflessione, ponendo le basi per una profonda revisione della
dottrina idealistica. Senatore (1910) e poi ministro della Pubblica istruzione
con Giolitti (1920-1921), dopo un iniziale favore osteggiò il fascismo, contro
cui elaborò un celebre Manifesto,
firmato dai migliori intellettuali italiani di parte liberale (1925). Opere
come la Storia d'Italia dal 1871 al 1915
(1928) o la Storia d’Europa nel secolo
decimonono (1932) contribuirono a formare la gioventù di sentimenti
antifascisti a quella che egli definì la "religione della libertà".
Mantenne intatta la sua posizione d'intransigente opposizione alla dittatura
fino alla guerra e alla caduta di Mussolini. Entrato nel governo Badoglio nel
1944 e poi, per pochi mesi, nel gabinetto Bonomi (1944), nel 1946 fu eletto
alla Costituente. Senatore dal 1948, prese parte alla ricostituzione del
Partito liberale italiano, che presiedette fino al 1947.
> II 2. Il Monitore
Napolitano, giornale politico di Eleonora de Fonseca Pimentel
Brano di Benedetto Croce, Eleonora de Fonseca Pimentel, Roma, Tipografia Nazionale, 1887.
De Amicis (Edmondo; 1846-1908)
1ère – Capitolo 3) L’età
industriale, doc. 8
Scrittore italiano. Ufficiale e combattente del 1866, abbandonò la carriera militare (da cui trasse ispirazione
per i bozzetti raccolti in La vita militare, 1a
ed. 1868) per darsi alle lettere. In otto anni (1871-79) pubblicò sei libri di viaggio: Spagna,
Olanda, Ricordi di Londra, Marocco, Costantinopoli,
Ricordi di Parigi, tutti, sebbene in diversa misura, editorialmente
fortunati. L'adesione al socialismo nel 1892 fu uno degli
avvenimenti più salienti della sua vita. Già nel 1880
aveva pubblicato mediocri Poesie; nitidezza di ritratti, lineare
semplicità di commozione e di morale sono invece i pregi delle argute analisi
psicologiche di Amici (1883) e del celebre Cuore
(1886), il suo capolavoro, insieme forse con La
carrozza di tutti (1899), diario di un anno di
osservazioni su un tram cittadino. Ricordiamo inoltre: Sull'Oceano (1889), Il romanzo d'un maestro (1890),
Fra scuola e casa (1892), di cui fa parte il
racconto La maestrina degli operai (pubbl. da solo, 1895).
Del problema della lingua si occupò, da un punto di vista manzoniano, ma con
criterî ormai arretrati, in L'idioma gentile (1905).
Nell'amore per il bene sino alla commozione (ma i suoi momenti di languore
lacrimoso non sono così frequenti, né così importanti, da caratterizzarlo come
polemicamente fece il Carducci in uno dei Giambi), va indicato
l'aspetto più significativo della sua personalità e la più genuina espressione
del suo mondo.
> 8. La tentazione
della bicicletta (Milano, 1906)
Altro libro da conoscere: Cuore (1886)
“Questo libro è particolarmente dedicato ai ragazzi delle
scuole elementari, i quali sono tra i nove e i tredici anni, e si potrebbe
intitolare: Storia d'un anno scolastico, scritta da un alunno di terza d'una
scuola municipale d'Italia. - Dicendo scritta da un alunno di terza, non voglio
dire che l'abbia scritta propriamente lui, tal qual è stampata. Egli notava man
mano in un quaderno, come sapeva, quello che aveva visto, sentito, pensato,
nella scuola e fuori; e suo padre, in fin d'anno, scrisse queste pagine su
quelle note, studiandosi di non alterare il pensiero, e di conservare, quanto
fosse possibile, le parole del figliuolo. Il quale poi, quattro anni dopo,
essendo già nel Ginnasio, rilesse il manoscritto e v'aggiunse qualcosa di suo,
valendosi della memoria ancor fresca delle persone e delle cose. Ora leggete
questo libro, ragazzi: io spero che ne sarete contenti e che vi farà del bene”.
Hugo (Victor; 1802-1885)
1ère – Capitolo 2)
Francia e Italia, doc. 3
Scrittore francese. Massimo rappresentante della
scuola romantica francese, accademico di Francia nel 1841, fu deputato nel
1848. Esiliato nel 1851 per la sua opposizione a Napoleone III, tornò a Parigi nel
1870. Della sua produzione letteraria sono da ricordare: Notre-Dame de Paris (1830), Napoleone
il piccolo (1852) e I miserabili
(1862).
> 3. Le esperienze del
Comune : (…) Victor Hugo (1802-1885)
Lamartine (Alfonse de; 1790-1869)
1ère – Capitolo 1) Imparare
il politico, doc. 6
Il passe son enfance à Milly, un village près de
Mâcon, et fait ses études à Belley chez les jésuites. De juillet 1811 à avril
1812, Lamartine est envoyé en Italie. Il découvre Florence, Rome et Naples. Là,
il s’éprend d’une jeune fille, Antoniella (cf. Graziella). Sa vocation
littéraire s’affirme sous la Restauration. À cette époque, il rencontre Julie
Charles (alias Elvire), une jeune femme qui meurt deux ans après leur rencontre
sur les bords du lac du Bourget (à Aix-en-Savoie).
Julie Charles devient l’Elvire des Méditations
poétiques, recueil de vingt-quatre poèmes salué par un grand succès en
1820. Plus tard, il épouse Mary-Ann Birch. En 1829, il est élu à l’Académie
française.
Sa carrière diplomatique et
politique : d’abord nommé attaché
d’ambassade à Naples en mars 1820, Lamartine est élu tour à tour député à
Bergues (Nord) en 1833 après un voyage en Orient (1832), conseiller général de
Mâcon, ministre des Affaires étrangères. Il devient chef du gouvernement
provisoire de 1848. La même année, il est battu aux élections présidentielles.
Parallèlement à cette carrière politique, Lamartine continue d’écrire. Lamartine
meurt ruiné en février 1869.
> 6. Il poeta
Lamartine rifiuta la bandiera rossa di fronte al municipio di Parigi (25
febbraio 1848).
Mazzini (Giuseppe; 1805-1872)
1ère – Capitolo 1)
Imparare il politico, doc. 8 e 9
Politico italiano. Figlio di un medico, Giacomo,
attivo giacobino in età napoleonica, e di Maria Drago, dotata di un sentimento
religioso inclinante al giansenismo, fu avviato allo studio della medicina, che
abbandonò, attratto dalla lotta politica.
> 8. “La Giovine
Italia”, brano dei Doveri dell’Uomo (1860)
Fonte - Doveri dell'uomo, Giuseppe Mazzini, introduzione di Giano Accame, Milano, 1995 ; http://it.wikisource.org/wiki/Della_Giovine_Italia
I doveri dell'uomo sono una teoria della filosofia del diritto
concepita per la prima volta organicamente da Giuseppe Mazzini, come
conseguenza e reazione alle varie affermazioni e dichiarazioni dei diritti
dell'uomo. Secondo Mazzini le due dottrine non erano in contrasto ma si
integravano fra loro. In seguito questa dottrina - radicalmente cambiata nelle
sue premesse - passò come base fondativa della dottrina fascista,
principalmente tramite il pensiero del filosofo Giovanni Gentile e del giurista
Alfredo Rocco.
« Colla teoria dei diritti
possiamo insorgere e rovesciare gli ostacoli; ma non fondare forte e durevole
l'armonia di tutti gli elementi che compongono la Nazione. Colla teoria della
felicità, del benessere dato per oggetto primo alla vita, noi formeremo uomini
egoisti, adoratori della materia, che porteranno le vecchie passioni
nell'ordine nuovo e lo corromperanno pochi mesi dopo. Si tratta dunque di
trovare un principio educatore superiore a siffatta teoria che guidi gli uomini
al meglio, che insegni loro la costanza nel sacrificio, che li vincoli ai loro
fratelli senza farli dipendenti dall'idea d'un solo o dalla forza di tutti. E
questo principio è il DOVERE. Bisogna convincere gli uomini ch'essi, figli
tutti d'un solo Dio, hanno ad essere qui in terra esecutori d'una sola Legge -
che ognuno d'essi, deve vivere, non per sé, ma per gli altri - che lo scopo
della loro vita non è quello di essere più o meno felici, ma di rendere sé
stessi e gli altri migliori - che il combattere l' ingiustizia e l'errore a
beneficio dei loro fratelli, e dovunque si trova, è non solamente diritto, ma
dovere: dovere da non negligersi senza colpa - dovere di tutta la vita. »
> 9. Brano di una Lettera al clero italiano (1850)
Fonte – Giuseppe Mazzini, Lettera di Giuseppe Mazzini al clero
italiano, Torino, Tipografia nazionale, 1850 ;
Petrarca (F.; 1805-1859)
2de – Capitolo 3) L’origine
del Rinascimento, documento introduttivo, doc. A 3. e B 1.
Poeta e umanista (Arezzo 1304-Arquà 1374). Autore
del Canzoniere, ebbe, rispetto a Dante, un impegno meno vivo e
appassionato nelle vicende politiche, e tuttavia mostrò atteggiamenti più
moderni. Dell’impero avvertì la decadenza e lo considerò come un’istituzione
straniera, sostanzialmente estranea alle sorti dell’Italia. Nell’Italia vide
non più soltanto il giardino dell’impero, ma un’entità spiritualmente e culturalmente
viva, che chiamò «patria» («agnosco patriam»), e si augurò che ponesse
fine alle lotte fratricide e si liberasse dalle soldatesche straniere
mercenarie. Così egli sperò, con riferimento a Roberto d’Angiò, nel sorgere di
una monarchia italiana; poi si entusiasmò per l’azione politica di Cola di
Rienzo, che voleva restaurare a Roma la libertà repubblicana e costruire
intorno all’Urbe una federazione di repubbliche e di principati italiani, in
modo che l’Italia avesse, nel quadro dell’impero, una sua collocazione
privilegiata.
> F. Petrarca, lettera
a Boccaccio (1364)
Fonte – F. Petrarca, Rerum Senilium Libri. Liber XIV,
Epistola 1.
> A3. Esortare il papa
a ritornare a Roma (1342)
> B1. Principali opere
di F. Petrarca (tabella)
Tocqueville (A. de; 1805-1859)
Tocqueville (A. de; 1805-1859)
1ère – Capitolo 1)
Imparare il politico, doc. 3
Storico e politico francese. Recatosi negli Stati
Uniti (1831-1832) per studiarne la costituzione, al suo ritorno scrisse La democrazia in America (1835-1840), un
trattato fondamentale per la storia della democrazia moderna, in cui descriveva
la democrazia come forma di governo delle società avanzate. Liberale,
favorevole alla repubblica, entrò alla camera nel 1838; nel 1849 fu ministro
degli Esteri. Ritiratosi dalla politica dopo il colpo di stato del 1851 scrisse
L'ancien régime e la rivoluzione
(1856).
> 3. Tocqueville:
carattere popolare della rivoluzione del 48 in Francia
Brano di Memorie,
una rivoluzione fallita (1893, ed. italiana 1939).
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