dimanche 29 avril 2012

Dalla conquista alle rivendicazioni di sovranità nell’Artide - ultimi documenti


1. Zona contigua e zona economica esclusiva
Una delle caratteristiche del nuovo diritto del mare è la previsione di zone sui generis, adiacenti al mare territoriale, entro le quali lo stato esercita non una piena sovranità, ma diritti relativamente a materie espressamente determinate. Accanto al mare territoriale (sottoposto alla sovranità dello stato) e all'alto mare (spazio sottoposto a un regime di libertà) troviamo dunque zone intermedie.
ZONA CONTIGUA : e' la zona entro la quale lo stato costiero può esercitare il controllo necessario per reprimere e prevenire le infrazioni alle sue leggi doganali, fiscali, sanitarie e d'immigrazione commesse nel suo territorio o nel suo mare territoriale.
ZONA ECONOMICA ESCLUSIVA : e' una zona che non può estendersi oltre le 200 miglia a partire dalle linee di base di uno stato costiero, al quale spettano :
1. diritti sovrani ai fini della esplorazione, sfruttamento, conservazione e gestione delle risorse naturali, biologiche o non biologiche, delle acque, dei fondi marini e del loro sottosuolo, e circa le altre attività dirette a fini economici, come la produzione di energia dall’acqua, dalle correnti e dai venti;
2. giurisdizione in materia di stabilimento e uso d’isole artificiali, installazioni e strutture, in materia di ricerca scientifica marina e in materia di protezione e preservazione dell'ambiente marino. Agli altri stati spetta invece la libertà di navigazione.


2. Risorse Ittiche
Risorse biologiche (flora e fauna), di acquatico marino o d'acqua dolce (acqua dolce) sfruttati dagli esseri umani (pesca, acquacoltura).

3. L’esempio russo: mappa
 
La carta descrive la situazione dell'Artico conteso da più paesi. Vengono anzitutto delineati i confini marittimi, la zona artica rivendicata dalla Russia e lo spazio marittimo conteso tra Russia e Norvegia. Sono indicate anche le basi militari russe e le nuove basi canadesi in costruzione (Nanisivik, Resolute Bay) oltre ai principali bacini di idrocarburi.
Carta tratta dall'articolo di Mauro De Bonis "Ai russi piace il semifreddo artico" pubblicato in Limes Quaderno Speciale 3/2009 "Il clima del G2"; http://temi.repubblica.it/limes/la-russia-nellartico/8848
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4. L’esempio russo: le rivendicazioni
Il 2 agosto 2007 una spedizione russa (Arktika), col placet del Cremlino, ha tentato di dimostrare che la Dorsale Lomonosov, che si immerge nell’Artico, costituisce un prolungamento della piattaforma eurasiatica. Per questo Mosca ha presentato una formale richiesta alle Nazioni Unite in cui ha chiesto il riconoscimento di un’area pari a 460.000 miglia marine. Però anche la Nato e i suoi Paesi membri si stanno muovendo. Canada e Danimarca stanno mettendo in atto una vera e propria militarizzazione della regione, con il benestare degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica, per contenere e frenare l’avanzata russa nel Polo Nord.
Andrea Perrone, Arktika, la sfida dell’Artico. Il Polo Nord tra geopolitica e risorse energetiche, Fuoco ed., Roma, 2010.  

6. Una risorsa inaspettata : il turismo
Luce e incanto dall’estremo Nord
Dall’Islanda alla Groenlandia, dall’albergo su ghiaccio della Lapponia svedese ai rigori dell’Alaska, le mete ideali per ammirare l’aurora boreale
Un viaggio per gli amanti del freddo, per chi non teme temperature polari e si decide ad affrontarle per riempirsi gli occhi di uno spettacolo unico. Secondo la tradizione nordica sono i riflessi sulle armature scintillanti delle valchirie a produrre gli archi di luce dell’aurora boreale, secondo gli inuit sono gli spiriti dei bambini morti di morte violenta, la leggenda eschimese vuole che siano fantasmi intenti a giocare a palla con un teschio di tricheco. Poi c’è anche una spiegazione scientifica che ha a che fare con tempeste solari ed elettromagnetismo, ma nulla toglie alla poesia dei lampi di luce multicolore che si rincorrono su paesaggi innevati. Uno di quegli eventi da segnare nella lista delle esperienze da fare almeno una volta nella vita. Benvenuti, allora, nel mondo ovattato e affascinante delle “northern lights”, che si possono ammirare al meglio in prossimità del polo geomagnetico (non di quello geografico) della terra, e quindi, per quanto riguarda l’emisfero Nord, tra il 65mo e il 72mo parallelo di latitudine, tra ottobre e marzo.
Il festival dell’aurora. Dal 28 gennaio al 5 febbraio 2011 è il momento giusto per andare a Tromso, in Norvegia: in quei giorni si svolgerà il Northern light festival, che celebra, appunto, le luci dell’aurora boreale nella lunga notte artica. Splendidamente poggiata su una baia sovrastata da monti, Tromso stessa è la città più grande del circolo polare, ma allo stesso tempo viene lambita dalla Corrente del Golfo, il che rende le temperature più miti che altrove. Il festival, che accoglie ogni genere di musica, richiama visitatori da tutto il Nordeuropa, ma per godersi il meglio dell’aurora boreale conviene allontanarsi dalle luci della città in festa: sul posto si trovano tante agenzie che offrono piccoli tour notturni, con partenza nel tardo pomeriggio. Direzione: l’aperta campagna, dove il cielo scuro mette in risalto al meglio i lampi di luce colorata dell’aurora, ancora più evidenti nelle notti senza luna.
http://www.industriadelturismo.com/osservare-la-aurora-boreale/

7. La frontiera (US)
Se il francese ha avuto solo il sostantivo ”frontiera”, la lingua inglese distingue tra la frontiera - frontier e la frontiera – border (confine) (...). La frontiera - frontier non è una linea ma una regione. Il concetto di frontiera è stato usato per descrivere certi settori (…), una regione intermedia tra lo spazio addomesticato, colonizzato, controllato e l'ignoto. Più del tutto selvaggio, ma non completa addomesticato, la frontiera (frontier) era questa zona grigia, che sta per essere conquistato e civilizzato.
secondo P. Renno, "Oltre il Muro: Israele al suo confine"

vendredi 6 avril 2012

Dossier - Dalla conquista alle rivendicazioni di sovranità nell’Artide (2/2 - Seconda parte)


B. Nuove sfide
6. Un rotta d’avvenire
Il riscaldamento globale fa migrare i pesci (e non solo loro). Tutti al Nord, lungo rotte che per più di un secolo sono state praticamente impraticabili. Nel 1906 quel diavolo di Amundsen scoprì il famoso Passaggio a Nord-Ovest la via per scavallare le Americhe dall’Atlantico al Pacifico sfidando un dedalo di arcipelaghi e acque ghiacciate. Nei 100 anni successivi, solo 69 imbarcazioni sono riuscite a seguire l’esempio dell’esploratore norvegese. Lo stesso numero di navi che hanno compiuti il tragitto tra il 2006 e il 2010 (…). “Lassù le cose si stanno evolvendo in maniera molto più rapida di quanti avevamo preventivato – dice (…) Louis Fortier, direttore scientifico di ArticNet, un think thank basato a Quebec City –. In termini di sfruttamento delle vie commerciali, industrializzazione, impatto sulle comunità Inuit, riscaldamento globale: stiamo assistendo a un’accelerazione imprevista”.
Michele Farina, “L’ultima frontiera”, Il Corriere Della Sera, 2010.
7. L’ultima frontiera
8. La fine della calotta polare ?
È il ghiaccio che, sciogliendosi, non riflette più la luce del sole e provoca l’aumento della temperatura dell’acqua. E quindi nuovi scioglimenti. Secondo le autorità Usa le dimensioni della calotta polare si sono ridotte a un livello record a luglio : 7,92 milioni di chilometri quadrati. L’allarme degli scienziati corrisponde al giubilo dei grandi armatori. Certo ci vorranno ancora una ventina d’anni prima che la via del Grande Nord possa diventare una rotta commerciale, facendo risparmiare alle navi, dirette a Tokyo da Rotterdam, 7 mila chilometri rispetto al passaggio per il Canale di Suez.
Michele Farina, “L’ultima frontiera”, Il Corriere Della Sera, 2010.
9. La grande corsa al petrolio artico.

La vetta del mondo diventa l'ultima frontiera della geopolitica

10. Le rivendicazione di sovranità
Intanto però si è già scatenata la corsa alle risorse naturali. I paesi interessati sono soprattutto cinque : Stati Uniti, Russia, Canada, Norvegia e Danimarco. Una corsa pacifica, per il momento (…). Non c’è altra questione “su cui Mosca collabori di più con il resto del mondo”. Ma non è detto che le cose non possano cambiare; “Di tanto in tanto soprattutto Canada e Russia sfruttano il nazionalismo de "l’Artico è roba nostra" sul palcoscenico[1] della politica interna” (…).
Le compagnie petrolifere come Shell hanno cominciato le ricerche per sfruttare i giacimenti mai toccati (per motivi ambientali) a Nord dell’Alaska (un terzo delle riserve di gas naturale è sopra il Circolo Polare) (…).
Le preoccupazioni circa una possibile sfida geopolitica ed economica nel Grande Nord scoppiarono negli Stati Uniti nel 2007, quando un sottomarino russo piantò una bandiera sul fondale del Polo Nord. Dal 2009 la Russia ha cominciato a fare pagare dazio[2] alle navi commerciali di passaggio al largo della Siberia (…).
Michele Farina, “L’ultima frontiera”, Il Corriere Della Sera, 2010. 


1. Presentare l’importanza commerciale che offre la fusione stagionale del ghiaccio (doc. 3, 6, 7 e 8).
2. Presentare le risorse della regione aldilà del commercio internazionale (doc. 7 e 9). Che ne pensare nella situazione attuale?
3. Quali sono le cause delle rivendicazioni di sovranità (doc. 10)? Spiegare le parole sottolineate.


[1] Un palcoscenico : una tappa.
[2] Dazio : un droit de passage.






Dossier - Dalla conquista alle rivendicazioni di sovranità nell’Artide (1/2, Prima parte)


A. L’Artide, un territorio sulla via dell’integrazione all’ecumene
1. L’Artide
2. Temperature estreme
Stazione
Latitudine nord e paese
T° annuale media
T° media del mese il più freddo
T° media del mese il più caldo
Resolute (Canada)
74°43’
-16,4° C
-35° C
5° C
Ammassalik (Groenlandia)
63° 37’
-0,5° C
-7° C
7,3° C
Valdo (Norvegia)
70° 17’
1,6° C
-5,2° C
9,7° C
Chokurdakh (Siberia)
77° 37’
-13,3° C
-35,7° C
10,3° C

3. Le tappe
4. Le popolazioni dell’Artide
Bambino inuit. Alaska
Distribuzione della popolazione dell’Artide 

5. La ricerca scientifica nell’Artide
La presenza scientifica italiana in Artica è meno consistente di quella in Antartide a causa dell'assenza di una specifica legge di finanziamento, ed è prevalentemente dovuta al CNR [Centro Nazionale della Ricerca]. Nell'ottobre 1996 il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha acquisito una propria Stazione di Ricerca Artica nell'arcipelago delle Svalbard (79° Nord), nel luogo da dove nel 1928 partì la sfortunata spedizione del Dirigibile Italia di cui la stazione italiana porta il nome in onore delle vittime (…).
Ny-Ålesund, antico centro minerario, è oggi diventato un centro di ricerca internazionale di primaria importanza, essendo la più attrezzata e settentrionale stazione scientifica internazionale dove otto Nazioni (Cina, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia Norvegia) svolgono attività scientifica coordinata ed hanno proprie Basi di ricerca. Russia ed India stanno unendosi al gruppo dei paesi già attivi (…).
[I temi]  che il CNR studia, in cooperazione con Università ed enti scientifici nazionali ed internazionali, comprendono:
- Clima, chimica e trasporto di sostanze inquinanti, ozonosfera, proprietà fisiche degli aerosol e delle nubi;
- Scienze mediche, risposte dell'organismo agli stress ambientali;
- Ecologia, life history, comportamento, la genetica, fisiologia, biochimica, biologia molecolare e cellulare;
- Corrosione delle leghe metalliche, quali acciai inossidabili e le leghe di nichel;
- Osservazioni della Terra da satellite, con applicazioni nel campo della fisica dell'atmosfera, clima, variazioni delle coperture glaciali, studi ecologici di biodiversità;
- Studi paleoambientali e paleoclimatici con particolare attenzione all'evoluzione del permafrost;
- Studi oceanografici orientati allo studio del trasferimento di energia e materia in relazione alla copertura glaciale;
- Studi storici e geografici.


1. Dimostrare che l’Artide è un ambiente vincolante (doc. 1, 2 e 4).
2. Quali sono le conseguenze della fusione stagionale del ghiaccio? (doc. 1 e 3).
3. Qual è l’importanza ecologica della regione? (doc. 5).

mardi 3 avril 2012

GESTIRE LO SPAZIO TERRESTRE


Le rivendicazioni di sovranità nazionale in Antartide 

1. Chi possiede l’Antartide ?
2. Quali sono gli insediamenti umani nel continente ?

I porti d'Italia e la mondializzazione


Con l’aiuto degli siti Internet seguenti, rispondere alle domande.
Sito del porto di Gioia Tauro: http://www.portodigioiatauro.it/index.php
Sito del porto di Genova: http://www.porto.genova.it/
Sito del porto di Taranto: http://www.port.taranto.it/

1.             Per ogni porto presentare le sue caratteristiche generali (localizzazione geografica, specialità…).
2.             Gioia Tauro: cercare l’origine del porto. Perché oggi ha un posto centrale nel mare? Qual è la specialità del porto e perché?
3.             Genova: con l’aiuto della cartina spiegare perché questo vecchio porto del nord dell’Italia si trova oggi a un posto piuttosto interessante. Presentare la diversità del porto.
4.             Taranto: cercare l’origine del porto. Secondo la presentazione in che cosa troviamo la forza dell’avvenire del porto?
5.             Tutti i porti. Classificare i porti secondo un rango d’importanza (flussi di merci e comunicazione) e giustificarlo.