B. Nuove sfide
6. Un rotta d’avvenire
Il riscaldamento globale
fa migrare i pesci (e non solo loro). Tutti al Nord, lungo rotte che per più di
un secolo sono state praticamente impraticabili. Nel 1906 quel diavolo di
Amundsen scoprì il famoso Passaggio a Nord-Ovest la via per scavallare le Americhe
dall’Atlantico al Pacifico sfidando un dedalo di arcipelaghi e acque
ghiacciate. Nei 100 anni successivi, solo 69 imbarcazioni sono riuscite a
seguire l’esempio dell’esploratore norvegese. Lo stesso numero di navi che
hanno compiuti il tragitto tra il 2006 e il 2010 (…). “Lassù le cose si stanno
evolvendo in maniera molto più rapida di quanti avevamo preventivato – dice (…)
Louis Fortier, direttore scientifico di ArticNet, un think thank basato a
Quebec City –. In termini di sfruttamento delle vie commerciali,
industrializzazione, impatto sulle comunità Inuit, riscaldamento globale:
stiamo assistendo a un’accelerazione imprevista”.
Michele Farina, “L’ultima
frontiera”, Il Corriere Della Sera,
2010.
7. L’ultima frontiera
8. La fine della calotta polare ?
È il ghiaccio che,
sciogliendosi, non riflette più la luce del sole e provoca l’aumento della
temperatura dell’acqua. E quindi nuovi scioglimenti. Secondo le autorità Usa le
dimensioni della calotta polare si sono ridotte a un livello record a luglio :
7,92 milioni di chilometri quadrati. L’allarme degli scienziati corrisponde al
giubilo dei grandi armatori. Certo ci vorranno ancora una ventina d’anni prima
che la via del Grande Nord possa diventare una rotta commerciale, facendo
risparmiare alle navi, dirette a Tokyo da Rotterdam, 7 mila chilometri rispetto
al passaggio per il Canale di Suez.
Michele Farina, “L’ultima
frontiera”, Il Corriere Della Sera,
2010.
9. La
grande corsa al petrolio artico.
La vetta del mondo diventa l'ultima frontiera della
geopolitica
10. Le rivendicazione di sovranità
Intanto però si è già
scatenata la corsa alle risorse naturali. I paesi interessati sono soprattutto
cinque : Stati Uniti, Russia, Canada, Norvegia e Danimarco. Una corsa pacifica,
per il momento (…). Non c’è altra questione “su cui Mosca collabori di più con
il resto del mondo”. Ma non è detto che le cose non possano cambiare; “Di tanto
in tanto soprattutto Canada e Russia sfruttano il nazionalismo de
"l’Artico è roba nostra" sul palcoscenico[1]
della politica interna” (…).
Le compagnie petrolifere
come Shell hanno cominciato le ricerche per sfruttare i giacimenti mai toccati
(per motivi ambientali) a Nord dell’Alaska (un terzo delle riserve di gas
naturale è sopra il Circolo Polare) (…).
Le preoccupazioni circa
una possibile sfida geopolitica ed economica nel Grande Nord scoppiarono negli
Stati Uniti nel 2007, quando un sottomarino russo piantò una bandiera sul
fondale del Polo Nord. Dal 2009 la Russia ha cominciato a fare pagare dazio[2]
alle navi commerciali di passaggio al largo della Siberia (…).
Michele
Farina, “L’ultima frontiera”, Il Corriere Della Sera, 2010.
1. Presentare l’importanza commerciale
che offre la fusione stagionale
del ghiaccio (doc. 3, 6, 7 e 8).
2. Presentare le risorse della regione
aldilà del commercio internazionale (doc. 7 e 9). Che ne pensare nella
situazione attuale?
3. Quali sono le cause delle rivendicazioni di sovranità
(doc. 10)? Spiegare le parole sottolineate.


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