dimanche 5 mai 2013

Casi di genocidio e deportazioni nella Turchia Ottomana

8.1. Lo smembramento dell’Impero ottomano (1863-1920)

8.2. La deportazione delle popolazioni greche
Definiamo “DIASPORA GRECA” la persecuzione seguite tra il 1908 e il 1923 da parte dalle autorità ottomane, il cui risultato fu lo sradicamento dei greci dalle terre rimaste sotto il dominio turco, peraltro ricordato anche come il “Genocidio Greco”. Il genocidio contro i greci ebbe luogo negli stessi anni del genocidio di popolazione armene e del genocidio di popolazioni assire. I greci del Ponto, detti anche pontici o greci del Mar Nero (iΠόντιοι, Ποντιακοί), sono una popolazione greca originaria della regione Pontiaca, che è una regione storica che si estendeva nella zona nordorientale sino all'Asia Minore, comprendendo all'incirca le province di  Samsun, Amasya, Tokat, Ordu, Giresum, Gumushane, Trabzon, Rize, Artvin, sulle coste del "Mar Nero". Il territorio del Ponto corrispondeva ai territori denominati Trebisonda, durante il periodo medievale. Fin dall'epoca greca arcaica, il Ponto è sempre stato di grande interesse politico-strategico a causa della sua posizione, che, tra il Mare Nero rotta principale per i carichi provenienti dal Nord e dall'Europa orientale destinati all'occidente, ha spesso fruttato proficui guadagni e un grande peso politico(…). 
[È] difficile stimare il numero esatto dei greci del Ponto. Attualmente sono stati stimati coloro che hanno lasciato il Ponto, si sono sparsi nel mondo (…), le comunità di pontici o discendenti di pontici più numerose del mondo oggi risiedono in : Grecia (più di un milione di persone), Russia e altri paesi dell'ex-URSS (500.000), Ucraina (120.000), Georgia (50.000,), Stati Uniti (80.000), Australia (56.000), Kazakistan, (25.000), Canada (20.000), Uzbekistan (11.000), Siria (5.000), Armenia (2.000). 

8.3. Il caso armeno : l’origine del genocidio
La società islamica, nella sua forma tradizionale e classica, era formata basilarmente dalla umma, cioè dalle persone di fede musulmana, mentre i seguaci delle grandi religioni bibliche, ebrei e cristiani, chiamati le Genti del Libro (ahl al-Kitab) dove il Libro era la Bibbia erano considerati dhimma, cioè la comunità "protetta", o dhimmi, parlando degli individui. Il concetto socio-politico ottomano e il sistema giuridico corrispondente del millet dall'arabo milla, che significa originariamente un gruppo, una setta era basato sulla concezione etnico-religiosa islamica della dhimma, che fu portata dagli ottomani a una formulazione più compiuta come elemento base nella costituzione della nuova società politica islamica (…).i dhimmi e i millet avevano le loro proprie leggi e procedure, che non coincidevano con la legge islamica (…).
L'Origine del Genocidio
Ciò che sto dicendo non è smentito neanche dalla tragedia catastrofica del genocidio armeno. Infatti, la sua concezione e attuazione fu dovuta principalmente all'ideologia nazionalistica panturca/panturanica del movimento modernizzante e occidentalizzante del partito Unione e Progresso, la cui ideologia era ispirata e rozzamente copiata da modelli occidentali, soprattutto francesi.
Fonte - Boghos-Levon Zekiyan, Potere e minoranze, il sistema dei millet , «Oasis» [on-line], 5 | Marzo 2007, on line il 05 Giugno 2009 consultato il 05 Maggio 2013.
URL:
http://www.oasiscenter.eu/node/2817

8.4. Il caso armeno : il genocidio
Durante la prima guerra mondiale (1914-1918) si compie, nell’area dell’ex impero ottomano, in Turchia, il genocidio del popolo armeno (1915 – 1923), il primo del XX secolo. Il governo dei Giovani Turchi, preso il potere nel 1908, attua l’eliminazione dell’etnia armena, presente nell’area anatolica fin dal 7° secolo a.C.
Dalla memoria del popolo armeno, ma anche nella stima degli storici, perirono i due terzi degli armeni dell'Impero Ottomano, circa 1.500.000 di persone. Molti furono i bambini islamizzati e le donne inviate negli harem. La deportazione e lo sterminio del 1915 vennero preceduti dai pogrom del 1894-96 voluti dal Sultano Abdul Hamid II e da quelli del 1909 attuati dal governo dei Giovani Turchi.
Le responsabilità dell’ideazione e dell’attuazione del progetto genocidario vanno individuate all’interno del partito dei Giovani Turchi, “Ittihad ve Terraki” (Unione e Progresso). L’ala più intransigente del Comitato Centrale del Partito pianificò il genocidio, realizzato attraverso una struttura paramilitare, l’Organizzazione Speciale (O.S.), diretta da due medici, Nazim e Chakir. L’O.S. dipendeva dal Ministero della Guerra e attuò il genocidio con la supervisione del Ministero dell’Interno e la collaborazione del Ministero della Giustizia. I politici responsabili dell’esecuzione del genocidio furono: Talaat, Enver, Djemal. Mustafa Kemal, detto Ataturk, ha completato e avallato l’opera dei Giovani Turchi, sia con nuovi massacri, sia con la negazione delle responsabilità dei crimini commessi.
Il genocidio degli armeni può essere considerato il prototipo dei genocidi del XX secolo. L’obiettivo era di risolvere alla radice la questione degli armeni, popolazione cristiana che guardava all’occidente.
Il movente principale è da ricercarsi all’interno dell’ideologia panturchista, che ispira l’azione di governo dei Giovani Turchi, determinati a riformare lo Stato su una base nazionalista, e quindi sull’omogeneità etnica e religiosa. La popolazione armena, di religione cristiana, che aveva assorbito gli ideali dello stato di diritto di stampo occidentale, con le sue richieste di autonomia poteva costituire un ostacolo ed opporsi al progetto governativo (…). Il 24 aprile del 1915 tutti i notabili armeni di Costantinopoli vennero arrestati, deportati e massacrati. A partire dal gennaio del 1915 i turchi intrapresero un’opera di sistematica deportazione della popolazione armena verso il deserto di Der-Es-Zor.

Aucun commentaire:

Enregistrer un commentaire