Doc. 5 – Dossier – 1924, Il delitto Matteotti e le media
5.1 - 1924, il delitto Matteotti
Due anni dopo la Marcia su Roma e la presa
del potere da parte di Mussolini, la situazione politica italiana si presentava
tutt’altro che stabile (…). Due passaggi [sono] significativi (…), nel dicembre
1922, l’istituzione del Gran Consiglio
del fascismo (…) e, nel 1923, l’organizzazione della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale nella quale vennero
inquadrati molti degli appartenenti alle squadre fasciste. La creazione di
questi due organi mostra (…) quale fosse l’intento del duce: creare degli
organi di partito che assimilassero le funzioni degli organi statali (…).
Nel frattempo continuarono le repressioni
illegali nei confronti degli oppositori e dei dissidenti e lo sviluppo di una
repressione legale portata avanti da magistratura e organi di polizia che si
abbatté sempre con maggior vigore permettendo sequestri di giornali, arresti
preventivi, limitazioni alle libertà sindacali (…).
Un ulteriore passo è segnato dalla legge
elettorale del 18 novembre 1923, passata alla storia come Legge Acerbo che
aveva un meccanismo tale da favorire il partito fascista (…)[1].
Nonostante il partito fascista potesse vantare una certa sicurezza nel
risultato delle elezioni non rinunciò a ricorrere, né tanto meno a ridurre, il
ricorso a metodi violenti e intimidatori nei confronti degli avversari. Il
risultato delle elezioni, tenutesi il 6 aprile 1924, parlò chiaro. Con il 64,9%
dei voti la lista fascista (o lista nazionale) ottenne 374 seggi al Parlamento
(…).
Il 30 maggio 1924 il deputato socialista
Giacomo Matteotti pronunciò alla Camera un duro discorso contro il governo,
accusandolo direttamente di essere il responsabile dei soprusi che avevano
accompagnato tutto il periodo elettorale finanche il giorno delle elezioni. Un
discorso che animò il Parlamento e che si concluse con una diretta e
inequivocabile richiesta: “Noi difendiamo
la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e
crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni
inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni” (…).
Il 10 giugno 1924, l’onorevole Matteotti fu
picchiato e rapito dai fascisti all’uscita della sua abitazione di Roma e poi
ucciso; il suo cadavere venne ritrovato solo diverse settimane dopo. Non si
seppe più nulla, invece, della sua borsa piena dei documenti che dovevano
essere alla base del discorso che il deputato avrebbe dovuto pronunciare alla
Camera: le prove della corruzione e dei traffici in cui il fascismo era
coinvolto.
Fonte –
Giorgio Cavadi – http://www.treccani.it/scuola/maturita/terza_prova/storia_contemporanea_in_immagini/3_1924_delitto_matteotti.html
5.2 – La
Giustizia (Ps unitario) del 13 giugno 1924 – Il segretario del Partito Socialista
Unitario On. Matteotti aggredito, rapito in automobile e sequestrato
5.3 – Il Mondo del 27 dicembre 1924 – Il memoriale di Cesare Rossi / Come
funzionava il sistema che condusse alla soppressione dell’on. Matteotti
5.4 – Corriere
della Sera (30 dicembre 1924) – La situazione del Governo e dei fiancheggiatori di fronte alle
rivelazioni di Cesare Rossi
5.5 –L’Avanti (Psi) del 10 Giugno 1930 – 10/06/1924 – 10/06/1930 Viva
Giacomo Matteotti! Viva l’Unità Socialista
1.
(Doc.
1) - Presentare la situazione politica nel periodo dell’assassino di Matteotti.
Qual è il quadro di lavoro dei giornalisti?
2.
(Doc.
4 e 5) - Ricerca – Quagli sono le rivelazioni di Cesare Rossi ? Spiegare il
ruolo politico del titolo del Corriere della Sera.
3.
(Tutti
i Doc.) – Presentare l’evoluzione del trattamento della sparizione e della
morte dell’onorevole Matteotti.
4.
(Doc.
5) - Che dimostra il titolo dell’Avanti del 10 Giugno 1930 ?
[1] Un vantaggio che venne accresciuto dalle modalità di presentazione dei
partiti nelle liste: si verificò infatti che diversi esponenti liberali e
cattolici si candidarono con Mussolini nelle “liste nazionali”, unite dal
simbolo del fascio in tutti i collegi, mentre i due partiti socialisti, i
comunisti, i popolari, i liberali d’opposizione si presentarono in liste
divise.




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