mardi 21 mai 2013

Storia – Media e opinione pubblica – documenti - Compito delitto Matteotti

Doc. 5 – Dossier – 1924, Il delitto Matteotti e le media
5.1 - 1924, il delitto Matteotti
Due anni dopo la Marcia su Roma e la presa del potere da parte di Mussolini, la situazione politica italiana si presentava tutt’altro che stabile (…). Due passaggi [sono] significativi (…), nel dicembre 1922, l’istituzione del Gran Consiglio del fascismo (…) e, nel 1923, l’organizzazione della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale nella quale vennero inquadrati molti degli appartenenti alle squadre fasciste. La creazione di questi due organi mostra (…) quale fosse l’intento del duce: creare degli organi di partito che assimilassero le funzioni degli organi statali (…).
Nel frattempo continuarono le repressioni illegali nei confronti degli oppositori e dei dissidenti e lo sviluppo di una repressione legale portata avanti da magistratura e organi di polizia che si abbatté sempre con maggior vigore permettendo sequestri di giornali, arresti preventivi, limitazioni alle libertà sindacali (…).
Un ulteriore passo è segnato dalla legge elettorale del 18 novembre 1923, passata alla storia come Legge Acerbo che aveva un meccanismo tale da favorire il partito fascista (…)[1]. Nonostante il partito fascista potesse vantare una certa sicurezza nel risultato delle elezioni non rinunciò a ricorrere, né tanto meno a ridurre, il ricorso a metodi violenti e intimidatori nei confronti degli avversari. Il risultato delle elezioni, tenutesi il 6 aprile 1924, parlò chiaro. Con il 64,9% dei voti la lista fascista (o lista nazionale) ottenne 374 seggi al Parlamento (…).
Il 30 maggio 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciò alla Camera un duro discorso contro il governo, accusandolo direttamente di essere il responsabile dei soprusi che avevano accompagnato tutto il periodo elettorale finanche il giorno delle elezioni. Un discorso che animò il Parlamento e che si concluse con una diretta e inequivocabile richiesta: “Noi difendiamo la libera sovranità del popolo italiano al quale mandiamo il più alto saluto e crediamo di rivendicarne la dignità, domandando il rinvio delle elezioni inficiate dalla violenza alla Giunta delle elezioni” (…).
Il 10 giugno 1924, l’onorevole Matteotti fu picchiato e rapito dai fascisti all’uscita della sua abitazione di Roma e poi ucciso; il suo cadavere venne ritrovato solo diverse settimane dopo. Non si seppe più nulla, invece, della sua borsa piena dei documenti che dovevano essere alla base del discorso che il deputato avrebbe dovuto pronunciare alla Camera: le prove della corruzione e dei traffici in cui il fascismo era coinvolto.
5.2 – La Giustizia (Ps unitario) del 13 giugno 1924 Il segretario del Partito Socialista Unitario On. Matteotti aggredito, rapito in automobile e sequestrato

5.3 – Il Mondo del 27 dicembre 1924 Il memoriale di Cesare Rossi / Come funzionava il sistema che condusse alla soppressione dell’on. Matteotti

5.4 – Corriere della Sera (30 dicembre 1924)La situazione del Governo e dei fiancheggiatori di fronte alle rivelazioni di Cesare Rossi 
5.5 –L’Avanti (Psi) del 10 Giugno 193010/06/1924 – 10/06/1930 Viva Giacomo Matteotti! Viva l’Unità Socialista


1.             (Doc. 1) - Presentare la situazione politica nel periodo dell’assassino di Matteotti. Qual è il quadro di lavoro dei giornalisti?
2.             (Doc. 4 e 5) -  Ricerca – Quagli sono le rivelazioni di Cesare Rossi ? Spiegare il ruolo politico del titolo del Corriere della Sera.
3.             (Tutti i Doc.) – Presentare l’evoluzione del trattamento della sparizione e della morte dell’onorevole Matteotti.
4.             (Doc. 5) - Che dimostra il titolo dell’Avanti del 10 Giugno 1930 ?

[1] Un vantaggio che venne accresciuto dalle modalità di presentazione dei partiti nelle liste: si verificò infatti che diversi esponenti liberali e cattolici si candidarono con Mussolini nelle “liste nazionali”, unite dal simbolo del fascio in tutti i collegi, mentre i due partiti socialisti, i comunisti, i popolari, i liberali d’opposizione si presentarono in liste divise.

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