“I lancieri di Garibaldi
passarono al galoppo. Fosse stato di nuovo al mondo Sir Walter Scott[1]
per vederli! Erano tutte figure snelle[2],
atletiche, risolute, molti con le forme della bellezza meridionale maschile più
splendida, tutti illuminati dallo spirito, e resi nobili dal coraggio deciso a
osare, agire, morire. Indossavano tutti gli splendidi abiti della legione
garibaldina, la tunica rosso fiamma, il berretto greco, oppure cappelli rotondi
con la piuma come i Puritani. I lunghi capelli al vento, i volti decisi. La
moglie di Garibaldi, Anita, lo seguiva a cavallo. Lui stesso si distingueva per
la tunica bianca; sembrava in tutto e per tutto un eroe medievale - il volto
ancora giovane, perché la sua vita tanto avventurosa è stata sempre carica di
giovinezza, e non vi è segno di fatica sulla sua fronte o sulle guance. Che
cada o vinca, in lui si vede un uomo impegnato nel compito per cui lo ha creato
la natura stessa. Si avvicinò al parapetto, guardò la strada con il
cannocchiale, e dato che non vi erano ostacoli in vista, si voltò per un
momento verso Roma, poi condusse la legione oltre la Porta. Duro era il cuore,
di pietra e atterrito l’occhio che non ebbe una lacrima per quell’istante”
Con un tuffo al cuore i lettori
del New York Daily Tribune nell’estate del 1849 leggono l’ultima cronaca dalla
Repubblica romana firmata da Margaret Fuller, la battagliera giornalista (prima
corrispondente estera americana della storia) salita sulle barricate per amore
(ideale) di Mazzini e (passionale) del marchese romano Giovanni Angelo Ossoli.
Fuller descrive l’uscita da Roma, il 2 luglio 1849, di Garibaldi e di quanti
hanno deciso di seguirlo (saranno in 4700) dopo che la Repubblica è caduta,
Mazzini così testardo da proclamare, il giorno dopo, in Campidoglio, le truppe
francesi ormai in città, la Costituzione repubblicana più avanzata della
storia, mai applicata ma mai abrogata.
[1] Walter Scott (1771-1832) è uno scrittore
e poeta scozzese. È conosciuto per il suo primo libro, Ivanhoe (1819), romanzo storico consacrato al medioevo secondo il
punto di vista romantico dell’inizio dell’ottocento.
[2]
Snelle : svelte, élancé.
2. Garibaldi alla difesa del Gianicolo[3]:
-->
Tomas George Housman (1849).
[1] Walter Scott (1771-1832) è uno scrittore
e poeta scozzese. È conosciuto per il suo primo libro, Ivanhoe (1819), romanzo storico consacrato al medioevo secondo il
punto di vista romantico dell’inizio dell’ottocento.
[2]
Snelle : svelte, élancé.
--> I luoghi della battaglia al Gianicolo tra le truppe francesi e quelle della Repubblica romana. Le prime brecce furono aperte tra i bastioni VI e VII.
4. Il tempo delle disfatte: l’Aspromonte, la
Mentana.
Garibaldi ferito nell’Aspromonte
(1862).
--> Le truppe garibaldine a Nerola, nello Stato Pontificio nel tempo del disfatta de Mentana (3 novembre 1867).
-->
5. Statua equestre di Garibaldi sul Gianicolo, 1895.
-->
1.
Tutti i documenti – Presentare i combattimenti
di Garibaldi presenti nei documenti. Qual è l’immagine del personaggio già
creata nella esperienza della repubblica romana (doc. 1)?
2.
Tutti i documenti – Perché possiamo
dire che l’uomo incarna l’Unità del paese?
3.
Doc. 5 – Perché la statua di
Garibaldi si trova a questo posto (localizzare precisamente)? Spiegare le
parole sottolineate.
4.
Paragonare i documenti 1, 2 e 3 e il documento 5 – Perché, dopo “i
Patti Lateranensi del 1929”, la statua di Garibaldi “fu voltata verso il
Gianicolo”?
Paragrafo (introdurre,
sviluppare, concludere): Garibaldi,
dall’ero romantico al conquistatore di Roma.




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