Carmine Crocco, detto Donatello
o Donatelli, è stato un brigante
italiano, tra i più noti e rappresentativi del periodo risorgimentale. Era il
capo indiscusso delle bande del Vulture, sebbene agissero sotto il suo
controllo anche alcune dell'Irpinia e della Capitanata. Nel giro di pochi anni,
da umile bracciante divenne comandante di un esercito di duemila uomini, e la
consistenza della sua armata fece della Basilicata il cuore della rivolta
antisabauda. Dapprima militare borbonico, disertò e si diede alla
macchia. In seguito, combatté nelle file di Giuseppe Garibaldi, poi con la
resistenza borbonica e infine per sé stesso, distinguendosi da altri briganti
del periodo per chiara e ordinata tattica bellica e imprevedibili azioni di
guerriglia, qualità che vennero esaltate dagli stessi militari sabaudi. Alto
1,75 m, dotato di un fisico robusto e un'intelligenza non comune, fu uno
dei più temuti e ricercati fuorilegge del periodo post-unitario, guadagnandosi
appellativi come "Generale dei Briganti", "Generalissimo",
"Napoleone dei Briganti", e su di lui pendeva una taglia di 20.000
lire. Arrestato nell'agosto 1864 ad opera delle truppe pontificie nel Lazio, fu
condannato a morte e poi all'ergastolo nel carcere di Portoferraio. Durante la
detenzione, scrisse le sue memorie, che fecero il giro del regno e divennero
oggetto di dibattito per sociologi e linguisti. Tuttora al centro di pareri
discordanti e benché una parte della storiografia dell'Ottocento e di inizi del
Novecento lo considerasse principalmente un ladro e un assassino, a partire
dalla seconda metà del Novecento la sua figura iniziò ad essere rivalutata come
un eroe popolare, in particolar modo da diversi autori della tesi revisionista.
Fonte - http://it.wikipedia.org/wiki/Carmine_Crocco#cite_ref-1
4. Lingue e dialetti
Fonte - http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/dd/Dialetti_parlati_in_Italia.png
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